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L’insolito Clan – Non Vi Stimo Più

2009 - Altipiani
indie/folk/rock

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Tracklist

1. Il corriere di Plutone
2. La panda, il buono e lo sconto
3. La gogna
4. Felicità
5. Richiamerò
6. Il ballo del dente dispari
7. Un altro tono
8. 8 il capo
9. L’estate
10. Mi converto
11. Non vi stimo più

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Quando un bel testo ricco di contenuti si sposa con una musicalità attraente e vitale si ha a che fare con canzoni che sanno di altri tempi. E in questo caso non si può non citare un genio della musica italiana come Rino Gaetano che quasi traspare tra le note di questo disco e a tratti l’aria innovativa di Daniele Silvestri. Ottimi arrangiamenti e un ottimo suono fanno da cornice ad un bell’album.

Sin dal primo pezzo “La Panda, il buono e lo sconto” si denota la voglia di raccontare la vita con semplicità e una nota di ironia se non sarcasmo. Un jazz bello e ritmato sono i binari sui quasi scorrono questi pezzi che paiono concatenarsi l’un l’altro come fossero parte di un treno musicale. “La gogna” è un incedere dissacrante delle tendenze più o meno popolari che i media portano nelle case con la televisione. Come in una ballata popolare, “Richiamerò” fa un quadro quasi sentimentale prendendosi gioco dei sentimenti stessi ed è bella ed orecchiabile. E si parla di politica o meglio della mutazione del voto e della classe sociale nel tempo ed è un’idea decisamente furba e molto attuale in un paese dove le banderuole e i voltagabbana sono all’ordine del giorno. In “Il capo” un altro quadro, come negli altri pezzi descritto come una favola ma celando la realtà tra le righe delle canzoni, sull’arroganza e l’ipocrisia di chi comanda e usa i suoi sottoposti a seconda delle necessità più o meno mediatiche. Nel racconto dell’estate così piena di buonumore ecco nascondersi lo spettro di una crisi che spavanta tra le noti più dolci e spensierate della voglia di mare.

Così “Non vi stimo più” è un disco da ascoltare tutto d’un fiato e da riascoltare con l’attenzione che merita. Provocatorio, istintivo, dissacrante, questi sono gli aggettivi per descrivere L’insolito clan. Un manipolo di musicisti virtuosi, fiati, chitarre e un bel ritmo sono ciò che serve per dar vita a un disco che ha molto da dire e non ha paura di volerlo fare. Un jazz che si fonde con la ballata popolare in maniera sublime e una voce che come un menestrello racconta la storia italica nei suoi alti e nei suoi bassi senza tuttavia far mancare l’anima italiana che viene urlata e decantata in tutte le tracce del lavoro de L’Insolito Clan. Un bel disco.

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