Menu

Recensioni

The Styles – Newrante

2009 - H2o
pop/alternative/dance

Ascolta

Acquista

Tracklist

1. hitler's vendetta
2. newrante
3. non faccio il dj
4. rock band
5. degeneration group
6. amsterdam
7. tv star
8. radio star
9. party animal
10. pig's fly
11. credits
12. rock band (english version)

Web

Sito Ufficiale
Facebook

Per chi non conosce Guido Style è quello che qualche tempo fa faceva finta di suonare la chitarra ai concerti di J Ax dopo il successone di “+ Stile”, quella canzone di merda. Beh. Nei The Styles è tutta un’altra cosa. Dopo l’esplosione di alternative rock dall’impeto quasi punk del primo CD (You Love The Styles), questo “Newrante” è un disco che deve molto alle collaborazioni di Guido (unico produttore e musicista di tutte le canzoni) con l’ex Articolo 31, e si contamina di dance e pop senza tanto nasconderlo.

La sua forza è negli inni quasi “generazionali” di canzoni come la title-track Newrante, che se la prende con il mondo dello star system musicale, con i gruppi di moda che evidentemente non sono apprezzati da un ragazzo che ha così trovato il modo di farne parte. Musicalmente banalissima, è comunque abbastanza catchy da diventare “suoneria del mese” per qualche squallido programma di MTV o della defunta All Music, ma ammettiamo che il suo ritornello non se lo toglierà dalla testa nessuno. Il brano più intenso e “comunicativo” è Degeneration Group, carrellata di esperienze di una gioventù che alcuni definirebbero “bruciata” e narrata da un suo protagonista con uno sguardo al Rino Gaetano (in versione più soft, chiaramente) più recentemente reinterpretato in chiave moderna già ad artisti come Luci della Centrale Elettrica e Zen Circus, ma in questo caso piegato alle influenze più pop dell’artista. Amsterdam, una città che si ama citare nei testi da tanto tempo ormai, è un brano melodico, malinconico e che scivola tra le note di una qualsiasi canzone nazionalpopolare con liriche d’amore, seppur sia presente quel tocco personale di Guido che la accosta più al resto del disco che ad artisti della nostra scena cantautorale. In ogni caso parzialmente evitabile, come i crediti del disco (nella traccia Credits) sparati col vocoder sopra una base dance; un riempitivo quasi squallido per un disco che doveva nascere dal numero spropositato di brani che il ragazzo si vantava di aver composto per questo nuovo lavoro. Stessa cosa per i brani strumentali, Hitler’s Vendetta e Pig’s Fly, in quanto risulta di difficile comprensione il loro significato all’interno del contesto The Styles sebbene puntino il faro sul futuro molto più “dance” o elettronico del progetto.
Le basi quasi da discoteca si portano via anche una potenziale hit come Party Animal (più per il testo che altro), per niente azzeccata soprattutto per il vocoder che suona in alcuni momenti ridicolo ed un testo più banale rispetto a quelli citati sopra (a parte qualche frase degna di nota come “se incontro la band del momento gli sputo”). Carine ma nulla più le due canzoni che musicalmente rappresentano l’unica soluzione di continuità con il debut album, Radio Star e Rock Band (la seconda in versione inglese come bonus track), dove l’alt-rock è prevalente, con distorti e soliti riff in power-chord che si apprezzeranno soprattutto nei live (“non avrò una bella faccia ma almeno io ce l’ho”, incipit di un ritornello memorabile).

Facendo due conti questo “Newrante” non regge minimamente il confronto con il suo precedessore, vuoi per la troppa libertà creativa che si è concesso Guido (e che magari non ha così tanta fantasia) o vuoi semplicemente per la piega che ha deciso di prendere, sfruttando il successo avuto con i primi singoli, per cantare in italiano e sfondare nel mondo di MTV che sembra, impropriamente direi, snobbare nei suoi testi. Alla fine “non mi vesto da coglione perché siete già in tanti” è un inno più che per chi lo ascolta che per chi la canta, che un po’ coglione si dimostra in questo senso. L’album è comunque salvabile e si merita più della sufficienza per i testi simpatici ed azzeccati e qualche spunto rock che si spera sia di buon presagio anche se come avrete capito, il sottoscritto non ci spera. Fate lo sforzo di sperarci voi.

http://gtbtreviews.blogspot.com

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Altre Recensioni

Close