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Vampire Weekend – Contra

2010 - XL Recordings
indie/pop/rock

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Tracklist

1. Horchata
2. White Sky
3. Holiday
4. California English
5. Taxi Cab
6. Run
7. Cousins
8. Giving up the Gun
9. Diplomat's Son
10. I Think UR a Contra

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Sembra quasi che l’indie pop sia solo affare di qualche giovanotto scandinavo chiusosi in cameretta nel tentativo di scacciare con la scopa quell’imperante forma di sindrome di Peter Pan che lo affligge da quando ha sentito “If You’re Feeling Sinister” dei Belle And Sebastian.
Che poi la scopa non sia proprio una scopa, ma un bel campionario di chitarrine lo-fi, elettronica da cameretta e ipotetico eclettismo di seconda mano, è solo un dettaglio.
E che infine “If You’re Feeling Sinister” sia uscito nel 1996 e che il giovanotto scandinavo della situazione non sia alla fine dei conti un giovanotto scandinavo, ma piuttosto un esemplare esponente di una squattrinata borghesia bianca, poco importa.
Ecco, con una certe dose di legittimo estremismo, l’anima dell’indie-pop, salvo eccezioni più uniche che rare, è tutta qui, in una serie infinita di dischetti carini e poco più, buoni per un paio di ascolti disinteressati, giusto il tempo per passare qualche oretta in una forzata allegria.

Ecco perchè quando qualcuno cerca di ridisegnare confini, canoni e coordinate di una scena musicale appiattitasi allo standard ancora più piatto in cui sembra riversare l’intera musica da almeno una decade, riesce ad aprire breccie insanabili nei cuori e nelle memorie.
Se nel 2004 “Funeral” degli Arcade Fire spazzò in solo magico colpo corale ogni approssimativa convinzione sull’individualismo pop, e se nel 2008 i Fleet Foxes diedero dignità angelica alla musica più nerd che ci sia, in questo 2010, un’ulteriore svolta, forse decisiva, sembra stagliarsi prepotentemente e meravigliosamente su una miriade di facce stupefatte.
Messo da parte il revival ormai cinquantennale che caratterizzava il loro disco di debutto, i Vampire Weekend apportano una nuova, semplicissima e fondamentale rivoluzione a un paradigma stantio come quello indie-pop.
Senza attaccarsi allo scomodo traino di schemi e stilemi del genere, “Contra” è un sensazionale manifesto di intenti, un esemplare e riuscitissimo tentativo di mettere in musica le proprie geniali intuizioni, senza l’ausilio di credenze musicali socialmente e sonoramente condivise.
Buttano nel frullatore elettronica, funk, musica afro-caraibica, innocenza infantile, ricordi adolescenziali e vissuti universitari, il tutto arrangiato con una precisione maniacale e una basilare e geniale fiducia nei propri intenti.
Tintinnii e xilofoni sgargianti come nei migliori Architecture in Helsinki, elettronica e synth da oratorio, archi, tastiere, percussioni, voci e vocine cariche di effetti, M.I.A. sorprendentemente campionata (in “Diplomat’s Son”), tutto in “Contra” sembra convergere pericolosamente verso una clamorosa perfezione.

Sicuri al 100% che cose come “Cousins” (Strokes schizzati che incontrano gli Animal Collective), “Horchata” (una sorta di colonna sonora Disney rivista in chiave caraibica) e “I Think Yr Contra” (ipnotica ninna nanna dalla Savana) capiteranno spesso e volentieri tra i compiaciuti ascolti del 2010, accogliamo il nuovo decennio col sorriso sulle labbra, forti e convinti del fatto che, forse, rispetto al preoccupante piattume della scorsa decade, qualcosa di nuovo, sta succedendo.

a cura di Fabio Gallato


Ascoltatelo. La vostra giornata ne guadagnerà in buonumore e serenità. Non sentirete più l’irrefrenabile bisogno di prendere a calci qualunque cosa vi capiti a tiro solo perchè lo stronzo del vicino si ostina a parcheggiare il suo SUV su quello che dovrebbe essere il vostro cazzo di posto auto o perchè il vostro coinquilino non sa centrare la tazza del cesso quando piscia.

“Contra” è  l’album che ci si aspettava dai Vampire Weekend ed è quello che ci vuole per iniziare bene l’anno nuovo. Sono un po fighettini ma fa niente. Ascoltatelo fino alla nausea.

a cura di Michele Marcolungo

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