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Io, Loro e Lara. Di Carlo Verdone


Scheda

Titolo Originale: id
Nazione: Italia - 2009
Regia e Sceneggiatura: Carlo Verdone.
Genere: Commedia.
Produzione: Warner Bros.
Distribuzione: Warner Bros.
Durata: 115’
Interpreti: Carlo Verdone, Laura Chiatti, Angela Finocchiaro, Anna Bonaiuto, Marco Giallini, Sergio Fiorentini
Sito Internet: http://it.movies.yahoo.com/ioloroelara/
Nelle sale dal: 05 Gennaio 2010.

Voto: 7

Carlo è un sacerdote di ritorno a Roma dall’Africa per trovare nella famiglia le giuste motivazioni per proseguire il suo compito di missionario. All’arrivo lo attende un padre appena sposato con una donna Moldava e due fratelli decisamente differenti da come se li ricordava.

Come dice lo stesso Don Carlo: “….credevo di trovare a Roma quella tranquillità che invece ho abbandonato in Africa.” Perché lo stesso Carlo erroneamente credeva di essersi lasciato dietro le spalle i propri problemi; da quelli relativi alle vettovaglie, all’inquinamento delle falde acquifere, sino ai problemi idraulici e di scolarizzazione e invece…. Invece a Roma, dove era tornata a caccia della propria fede, che improvvisamente se n’è andata. A Roma ritroverà una famiglia disastrata con una sorella che si disinteressa della figlia adolescente. Un fratello che gioca in borsa e che predilige la cocaina e i rapporti affettivi usa e getta e un padre che si è appena sposato con una donna moldava, che pare però felice, appagato e ringiovanito di molti anni, il tutto nonostante le obiezioni dei figli. Dietro a tutto questo Verdone ripropone le sue gag, i suoi tic sempre uguali e differenti, le sue paranoie questa volta filtrate attraverso la vicenda di Lara. Una ragazza che irromperà nella vita della benestante famiglia Mascolo in maniera lieve ma che dalla famiglia Mascolo riceverà in cambio dubbi, incertezze e le accuse di essere un’approfittatrice. Un Verdone quindi uguale ma sempre differente, che potrebbe aver dato una svolta, forse, al suo modo di fare cinema. Che stavolta sa abbandonare la macchietta e la battuta facile ma che non riesce a non donare un retrogusto amaro a questa sua ennesima prova registica.

Un film con una sceneggiatura solida, profonda e lieve al tempo stesso. Che sa trattare con la giusta distanza il problema della fede, dell’opinione diffusa e dei luoghi comuni con i quali vengono spesso etichettati i sacerdoti e la classe clericale tutta. Una pellicola oltretutto con un finale che lascia lo spettatore con il fiato sospeso sino all’ultima scena.

a cura di Ciro Andreotti



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