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MONO: tre date in Italia a marzo!

MONO

Sintesi tra arpeggi delicati e wall of sound devastanti caratterizza il rock di questa band nipponica, energia e genuinità  dagli esordi ad oggi, si mantengono sempre fedeli alla linea musicale ma non risultano mai banali. Non più colonna sonora della fine del mondo ma suono di un nuovo inizio.

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www.myspace.com/monojp

2 marzo @ Circolo degli Artisti, Roma

3 marzo @ Locomotiv, Bologna

4 marzo @ Circolo Magnolia, Segrate

Che i Mono siano un gruppo particolare lo si può intuire solo osservando la loro carriera; mentre la maggior parte delle band tira fuori la massima sincerità e genuinità nei primi lavori e passa il resto della carriera nella ricerca disperata di quella stessa giovinezza ed energia, la strada intrapresa dai Mono ha preso una direzione opposta.

Attivi dal 2000, i primi album sono un omaggio ai loro eroi passati e presenti, sono testimonianze di una impressionante sinfonia di suoni, nonostante le piccole dimensioni della loro line-up.

I Mono citano come punti di riferimento Greatful Dead e Sonic Youth, ma sono facilmente riconducibili al sound postrock di band quali Slint, Godspeed You! Black Emperor e Mogwai.

Ormai essi sono riconosciuti come una delle più appassionate e aggressive rock bands dell’ultima decade, in un continuo crescendo di popolarità e critica, confermate dalle vendite dei loro album e dalla partecipazione ai live.

La loro musica nasce da un contrasto tra delicati arpeggi e wall of sound devastanti, che sconvolgono proprio perché inattesi.

Dopo l’esordio Under The Pipal Tree, pubblicato solo in Giappone e uscito per l’etichetta di John Zorn, la Tzadik, per il secondo lavoro, One Step More And You Die (2003), austero e malinconico, riescono a creare quella fusione tra rumore strumentale e squadrati suoni ambientali che avevano in mente.

I Mono ora non guardano più al passato  ma stanno cercando di creare attraverso le loro canzoni la speranza che solo la creatività può portare. Spesso sono stati descritti come “la colonna sonora per la fine del mondo”, il nuovo impulso di speranza li porta a divenire la colonna sonora  di un nuovo inizio.

L’arrivo sulla scena internazionale è avvenuto grazie all’etichetta statunitense Temporary Residence, che ha pubblicato il terzo lavoro Walking Cloud And Deep Red Sky, Flag Fluttered And The Sun Shined (2004) e che si è riproposta con You Are There (2006), quarto album effettivo dei Mono, registrato con il contributo dell’onnipresente Steve Albini.

Bisognerà attendere fino al 2009 per il quinto album Hymn To The Immortal Wind, uscito in Europa per la Conspiracy Records: un lavoro epico, che sorpassa ogni ambizione sonora. Con Hymn To The Immortal Wind i Mono superano ampiamente la categoria del post rock e creano qualcosa di nuovo, un genere che cancella ogni limite tra emozioni e musica, non più una colonna sonora per la fine del mondo, ma la soundtrack per una vita intera.

Il loro tour intensissimo prevede molte tappe e tanti paesi europei che li ospiteranno, prima di tornare in Giappone, come sempre riusciranno a stupire con i loro contrasti sonori, l’energia e la delicatezza: un brivido lungo la spina dorsale, un colpo di fulmine, la quintessenza della musica dei MONO.

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