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Francesco Guccini – Palasport, Padova, 22 gennaio 2010

Davanti a un mostro sacro come Francesco Guccini le generazioni scompaiono, con loro le differenze d’età e la storia che hai alle spalle diventa semplicemente una graziosa cornice alla grande poesia contenuta nei suoi testi. Settant’anni sul groppone e la voglia di divertirsi e di divertire come quella di un ragazzino, forse un attitudine un po’ più “giovanile” per stare al passo con chi lo segue, qualche anzianotto e qualche famiglia con bambini nel pubblico a suggellare quell’aura di “assenza di tempo” che solo il cantautore modenese può dare.

Musicisti come Ellade Bandini alla batteria, Juan Carlos Biondini (il celebre Flaco) alla chitarra e Vince Tempera alle tastiere, ti garantiscono arrangiamenti ed esecuzione magistrali, così come il clima assolutamente caloroso e quasi “casalingo” che i “gucciniani” del pubblico sanno creare non può che migliorare l’atmosfera di un concerto già di per sé molto intenso. Nella scaletta non mancano le hit senza tempo La Locomotiva, in chiusura, Canzone per un AmicaDio E’ Morto, tra le poche canzoni in cui il buon vecchio Francesco si diletta ancora alla chitarra acustica. Le migliori per intensità live sicuramente la recente Don ChisciotteNon Ci Saremo e gli inediti Il Testamento del Pagliaccio Su In Collina, dedicata ad alcuni personaggi realmente esistiti della Resistenza bolognese. Un’esecuzione vocale notevole nonostante l’età, con poche imprecisioni nonostante l’approccio quasi d’improvvisazione che il cantautore tenta nel cantare i suoi brani, che rischia di tanto in tanto di mandare fuori tempo i musicisti. Ma con i nomi di cui sopra è impossibile, e il risultato è a dir poco eccezionale.
Spazio anche a qualche chiacchierata solitaria, sulla storia dei brani, sulla nostra situazione politica, freddure sulla statura di Brunetta. Insomma, un Guccini in grande stile, che non si stanca davvero mai di fare ciò che più che un lavoro sembra una vocazione (avevate qualche dubbio?) e che viene subito dal pubblico come il comportamento più naturale di una figura paterna, che con oltre quarant’anni di carriera ha fatto cantare e commuovere tutte le generazioni che ci sono passate, parlando non solo di politica ma anche di temi che toccano da vicino le vite di tutti. E questa sera, qualche lacrima, a qualcuno, sarà anche scappata. Francesco, essenzialmente, il miglior cantautore italiano ancora vivente.

a cura di Emanuele Brizznate

foto di Martina Milan

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