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Weezer – Ratitude

2009 - Geffen

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Tracklist

1.(If You're Wondering If I Want You To) I Want You To
2.I'm Your Daddy
3.The Girl Got Hot
4.Can't Stop Partying
5.Put Me Back Together
6.Tripping Down the Freeway
7.Love Is The Answer
8.Let It All Hang Out
9.In The Mall
10.I Don't Want To Let You Go
11.Turn Me Round

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Gli Weezer, o meglio i “nerd per sempre”, hanno trovato la formula perfetta per stare nelle chart di tutto il mondo. Da sempre sparano singoli orecchiabilissimi nonostante l’incedere pesante di batteria e chitarre megadistorte, da sempre se ne escono con video simpatici a colpire l’attenzione anche dell’ascoltatore più “esteta” o più “divertibile”. Non sarebbe per niente un problema se i gioiellini dei primi dischi fossero ormai scomparsi, lasciando solo imitazioni di quei tempi e un senso di sbiaditezza che si porta via anche i pezzi più interessanti, colpevoli forse di essere troppo fiacchi, quasi mosci, incolori, sterili.

Ma questo disco ha anche i suoi punti di forza. Di per sé essere l’ennesimo disco degli Weezer significa già possedere una certa qualità. Il singolo (If You’re Wondering If I Want You To) I Want You To è il pezzo più “eclatante” del disco, forse per la struttura ed il ritornello talmente radiofonici da piacere “per forza”. Potremo dire anche che non è facile costruire canzoni così commerciali, e soprattutto commerciali in questo modo. Turn Me Round, per esempio, è la versione super catchy delle vecchie hit di Pinkerton (mentre Let It All Hang Out è quasi sicuramente uno scarto del disco precedente uscito a fine duemilaotto). I’m Your Daddy, papabile secondo singolo, è un brano ballabile, power pop d’alto livello, potenzialmente un futuro classico anche ai live. Tra coretti, refrain indelebili e giretti di chitarra all’insegna del “non me lo posso scordare” (The Girl Got Hot ne è un esempio), gli Weezer sembrano davvero inarrestabili. Le sorprese cessano quando ascolti pezzi un po troppo “annacquati” come Can’t Stop Partying, con il suo sobbalzare quasi hip-hop, un pezzo che poteva provenire da Sean Paul o da Pitbull, ma non certo da artisti come Rivers Cuomo e compagnia bella. Un altro pezzo abbastanza deludente è Love Is The Answer, che fallisce anche in quella formula di ripetizione memorabile dove tutte le altre tracce invece eccellono. Lasciandosi trasportare dal ritmo piuttosto sostenuto e quanto mai rock’n’roll di Tripping Down The Freeway (o della simil-Green Day/punkettini commerciali vari In The Mall), si è comunque costretti a dichiarare la sconfitta degli Weezer, che forse per scelta hanno smesso di cercare l’originalità in cambio di un modo di lavorare comunque vincente ma che decolora in maniera irreversibile i brani, con strutture più banali, troppo radio-friendly, a volte patetici. Ma del resto se cercate pop nerdacchione, con ritornelli-droga da cantare in qualsiasi situazione, testi da party a suon di birra analcolica e al limite spritz, per essere solo leggermente trasgressivi, prendetevi gli ultimi due dischi degli Weezer e non cercate più nessuno per qualche giorno. La terapia funzionerà.

Salviamo il salvabile.

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