Menu

Recensioni

Fear Factory – Mechanize

2010 - Afm Records
death/alternative/metal

Ascolta

Acquista

Tracklist

1.Mechanize
2.Industrial Discipline
3.Fear Campaign
4.Powershifter
5.Christploitation
6.Oxidizer
7.Controlled Demolition
8.Designing the Enemy
9.Metallic Division
10.Final Exit

Web

Sito Ufficiale
Facebook

Quasi obbligatorio il punto della situazione in casa Fear Factory. All’indomani della dipartita del mastodontico Dino Cazares, dopo il il mezzo passo falso di Digimortal, anno 2001, i nostri cercano di rattoppare il buco con soluzioni casalinghe, spostando alla chitarra il bassista Christian Olde Wolbers e reclutando il bravo Byron Stroud al basso. Purtroppo quello che ne consegue sono due album, scialbi e passati quasi inosservati. Quando tutto sembrava precludere ad uno scioglimento, il colpo di scena: il ritorno di Dino Cazares a cui fa, però, seguito la fuga dei veterani Raymond Herrera e del già citato Wolbers che non vedono di buon occhio il ritorno del “chico”.

Risanata l’amicizia tra Cazares e il cantante Burton C. Bell, richiamato il vecchio produttore Rhys Fulber, i Fear Factorypossono ripartire più forti di prima, perchè bisogna dirlo, il gruppo senza le rasoiate e il groove chitarristico di Cazares erano da pollice verso.
Questo disco è senza ombra di dubbio la miglior prova in studio dopo lo strepitoso Obsolete(1998). Nulla di nuovo nel suono Cyber-death-indunstrial dei Fear Factory, gruppo seminale negli anni novanta grazie ad una pietra miliare del genere come Demanufacture (1995) ancora oggi ineguagliato.
Bell è sempre lui, cantante versatile nell’alternare feroci growl a voci più melodiche e pulite come in Industrial discipline, presa di posizione contro i ritmi della società industriale che rendono l’uomo schiavo della produzione o come in Controlled Demolition eDesigning the enemy. Insomma, anche i temi trattati sono sempre i soliti cari ai Fear Factory, l’essere contro ogni entità che possa minare o togliere la dignità all’uomo, che siano politica, religioni ( come in Christploitation), o macchine infernali come la tecnologia se non usata con le dovute cautele.
Come non citare poi, l’entrata in pianta stabile alla batteria dello strabiliante Gene Hoglan, personaggio dal passato ingombrante e batterista tra i migliori sulla piazza in ambito thrash-death metal. Il suo apporto è basilare, basti ascoltare l’opener e titletrack Mechanize o le veloci e feroci Fear Campaign e  Powershifter per rendersene conto.

Fear Factory targati 2010, sono un gruppo che vuole rivendicare un modo di suonare metal di cui sono stati i precursori e Mechanize è un disco che non delude i fans, convincente dalla prima all’ultima nota e che soprattutto vuole riportare i Fear Factory nella posizione di merito che spetta loro.

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Altre Recensioni

Close