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AFI – Crash Love

2009 - Interscope
alternative/punk/hardcore

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Tracklist

1.Torch song
2.Beautiful thieves
3.End transmission
4.Too shy to scream
5.Veronica Sawyer smokes
6.Ok, i feel better now
7.Medicate
8.I am trying very hard to be here
9.Darling, i want to destroy you
10.Cold hands
11.It was mine
12.Fainting spells

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Perché infierire così? Sconsideratamente continuare a dare una brutta impressione di se stessi e passare per quelli che una volta suonavano un hardcore con una classe senza eguali e che invece adesso perdono solo tempo.

Un album come Crash love non può definire la carriera di una band, non può finire negli annali come il risultato di una serie di cazzate che da Sing the sorrow si ripetono periodicamente. È crudele!
Gli AFI non verranno più ricordati per Black sails in the sun, un’opera prima sulla strada alternative dell’hardcore punk, verranno ricordati da quegli ammassi di ragazzine frignanti per ogni singola cazzata di questo Crash Love, un titolo che sembra un romanzo scritto da una casalinga con le voglie da teenager, l’estremizzazione di un pallosissimo movimento che sta contando i giorni e che è riuscito nella invidiabile impresa di confondere le idee anche a grandissimi di questo calibro.
Ormai non sanno più di niente, hanno perso ogni gusto e si reggono su un melodico da pisciarsi sotto dalle risate, da sbellicarsi, è un continuo rincorrersi di “catarsi a cazzo di cane”, puoi vederti!
Sei già lì in lacrime a desiderare che qualcuno si presenti di fronte ai tuoi occhi pronto ad infilarti un bazooka nel culo e a premere il grilletto. Come fa ad assumere significato una canzone che ha come titolo Beautiful thieves? Vi giuro ho paura, sono terrorizzato dalla possibilità che qualcuno, a buon bisogno un deputato della lega o un finanziere in licenza, entri nella stanz a in cui mi trovo e ascolti questo pezzo, sarei morto! All’istante!
Certamente qualcosina la metto da parte, un piccolo, piccolissimo pezzo di questo Crash Love, una piccolissima Cold Hands che in mezzo a tutto questo è un grandissimo capolavoro anche se risente come tutto il disco di quella suspence emotiva proprio quando è il momento di spingere sull’acceleratore.
Non è che si siano completamente trasformati, alcuni tratti dei vecchi AFI sono ancora lì ma sono diventati così rari che quasi ti sembra di ascoltare una cover band, un’imitazione. Sono ancora spaventato da tutto quello che circonda questo piccolo pezzo di disco salvato, è pura bestemmia ed ancora di più rappresenta la sconvolgente verità.

Solo il pensiero che ci possa essere qualcuno che godrà nell’ascoltare questo disco mi si bagnano gli occhi dalle lacrime, una resa che mi sarei aspettato molto, ma molto più in là nel tempo. L’unica cosa sensata che posso dire è che mi sembra di aver speso davvero troppe parole per questo “coso” che non so se avrò voglia di ascoltare ancora.

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