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Palkosceniko Al Neon – Disordine Nuovo

2010 - BJS Autoproduzioni/Box Populi
crossover

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Tracklist

1.A un passo da me
2.La mia scena
3.Paniko
4.Lungo la strada
5.In nome del popolo sovrano
6.Su, comunisti della capitale
7.Perdere
8.Incubi
9.Passo dopo passo
10.Carta bianca (dj freak)
11.Margine di pietà
12.De andrè
13.Antidoto
14.Disordine nuovo

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Un suono feroce e duro fuoriesce dalle casse. Come un’onda anomala si impossessa delle coscienze più pure. Rock senza peli sulla lingua, senza paura di essere etichettato. Come un grido di rivolta sociale si innalza da ognuno dei pezzi dell’album “Disordine Nuovo”.

Parole forti che condannano una società allo sbando. La voglia e la determinazione di chi vuole far qualcosa per emergere dal silenzio. Tracce come “Antidoto” sono esempio di come ci sia ancora dell’anima nella musica che le major mettono fuori-gioco. Sono i Palkosceniko Al Neon il gruppo in grado di fare tutto ciò, prendendosi gioco del potere. Lo si intuisce anche dalla copertina del disco, in cui emerge la piramide massonica. “A un passo da me” è una canzone  molto parlata, quasi tendende all’hip hop, ma con matrice rock di ottima fazione. “La mia scena” continua sulla falsariga del pezzo che lo precede, ma con un ritmo più graffiante e potente. In “Su, comunisti della capitale” diventa ancor più chiaro l’orientamento in cui si vedono i musicisti di questa band. Inneggiano a barricate, al grido, al riscatto, ma non è la politica il tema principale, piuttosto la rinascita delle ambizioni del popolo. “Passo dopo passo” è molto strumentale, pur non mancando un testo pungente.
Dal punto di vista tecnico sarebbe necessario un’operazione di mixaggio che possa migliorare la fruibilità delle voci, pur mantenendo l’impatto delle chitarre elettrice.

In conclusione è un album particolare, ricco di spunti e sensazioni. Si tratta di un album molto urlato, politicizzato per alcuni versi, pieno di rabbia. Questo fa sì che non si possa certo definire come prodotto molto commerciale. Ma è il bello di questo gruppo. Ottima colonna sonora per chi ha voglia di far sentire il proprio dissenso al mondo. Da riascoltare.

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