Menu

Recensioni

Moltheni – Ingrediente Novus

2009 - La Tempesta Dischi
pop/rock/cantautoriale

Ascolta

Acquista

Tracklist

1.Petalo
2.Per carità di Stato
3.Il circuito affascinante
4.In centro all’orgoglio
5.Nutriente
6.Un desiderio innocuo
7.Zona monumentale
8.Il bowling o il sesso?
9.E poi vienimi a dire che questo amore non è grande come tutto il cielo sopra di noi
10.Fiori di carne
11.L’età migliore
12.Nella mia bocca
13.Montagna nera
14.Gli anni del malto
15.L’amore acquatico
16.Corallo
17.L’attimo celeste

Web

Sito Ufficiale
Facebook

Ultimo atto di Umberto Giardini nei panni di Moltheni. Il cantautore marchigiano non ha retto più i quantomeno discutibili meccanismi dell’industria musicale e ha deciso di dire basta, raccogliendo in un disco quanto di meglio fatto nei dieci anni di carriera da navigante nel mare dell’underground italiano.

E’ nato così “Ingrediente Novus”, un’antologia che oltre a proporre brani vecchi e nuovi per l’occasione completamente riarrangiati è accompagnato anche da un dvd con estratti da due concerti, una selezione di videoclip e un cortometraggio. Scompare con Moltheni un personaggio controverso, per molti probabilmente scomodo, di cui si sentirà la mancanza nel panorama cantautoriale italiano. Il suo stile unico e personale, la sua capacità nello scegliere le parole giuste senza mai cadere nell’ovvietà e le sue musiche ipnotiche che stuzzicano l’emotività interna dell’ascoltatore raggiungendo vette quasi erotiche sono un grande patrimonio culturale della canzone d’autore nostrana. Minimalista, intimista e ricercato, Moltheni rimane comunque un grande punto di riferimento per i tanti che continuano a stringere i denti per creare musica che sia arte e non la disperata ricerca di un refrain. I due inediti due inediti presenti nel disco ne sono l’ennesima riconferma e particolare attenzione va posta sull’ultimo gioiello: “Per carità di Stato”. Una sorta di testamento, non a caso messo a chiusura dell’album, nel quale l’artista indaga la controversa e contraddittoria realtà italiana, a metà strada  tra “Povera Patria” e “Viva l’Italia”.

Che ne sarà di Giardini è tutto da vedere. Nel mentre godiamoci ad occhi chiusi questo inedito tuffo nel passato per godere ancora una volta di quanto di bello c’è stato e non ci sarà più.

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Altre Recensioni

Close