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Jakob Dylan – Women And Country

2010 - Columbia
folk/songwriter

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Tracklist

1. Nothing But The Whole Wide World
2. Down On Our Own Shield
3. Lend A Hand
4. We Don't Live Here Anymore
5. Everybody's Hurting
6. Yonder Come The Blues
7. Holy Rollers For Love
8. Truth For A Truth
9. They're Trapped Us Boys
10. Smile When You Call Me That
11. Standing Eight Count

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Essere figli di “cotanto” padre, nella musica rock, aiuta fino ad un livello, raggiunto il quale, se non tiri fuori i cosidetti attributi e qualcosa di personale, può rischiare di diventare l’arma a doppio taglio che rovina una carriera, tanto da vivere il resto della vita artistica con  lo spietato spettro delll’illustre genitore sulla testa.

Lo sa bene Jakob Dylan, che già dai suoi esordi con la band rock dei Wallflowers, si distaccò dalla figura profetica e di culto vivente del padre Bob cercando altre strade e percorsi musicali. Ora, però, raggiunti gli anta e soprattutto la maturità artistica, si mette da solo e riesce a far uscire nel giro di un paio d’anni, due lavori di discreto carattere di cantautorato americano, andando a pescare nei suoni della vecchia America che lo stesso padre sembra aver rispolverato nelle ultime uscite.
Se il primo “Seeing things“, prodotto da Rick Rubin, era scarno lavoro di cantautorato folk, ridotto all’osso nei suoni, come nella tradizione del barbuto produttore, questo nuovo “Women and country“, si arricchisce di nuovi spunti e colori. Un buon merito della riuscita di questa nuova prova va sicuramente al produttore e musicista T-Bone Burnette ( splendide le sue produzioni recenti del duo Plant-Krauss o dell’ultimo Mellencamp), che riesce ad arricchire il suono delle composizioni del giovane Dylan.
Ne sono una testimonianza canzoni come Lend a handEverybody’s hurting e la finale Standing eight count dove l’introduzione di strumenti a fiato indirizzano le canzoni verso i lidi dell’inarrivabile follia di Waits e le backing vocals femminili di Neko Case e Kelly Hogan aiutano il buon Jakob, tanto da diventare protagoniste in alcuni episodi del disco. Più melodiche ma cariche di suggestione sono l’iniziale Nothing but the whole wide worldTruth for a truth o la più folkie They’ve trapped us boys, rafforzate da ritornelli di facile assimilazione.
Supportato da musicisti di prim’ordine e Marc Ribot, chitarrista  proprio di Tom Waits, vale per tutti, Women and Country, si candida fortemente ad essere il disco che può lanciare la carriera di Jakob Dylan che, consapevole del cognome che porta, ha scelto la strada del duro lavoro per costruirsi il futuro. Là dove l’esordio solista era mistico e solitario, questo è pieno di spunti e suoni che sembrano indicare la giusta strada da percorrere, quella che il padre ha già tracciato e percorso e che da anni è popolata da cattivi e buoni seguaci.
Jakob da questo lavoro è un “buono”.

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