Zibba e Almalibre – Una Cura Per Il Freddo

Zibba e Almalibre – Una Cura Per Il Freddo
2010 - Volume! Records
pop/rock/folk

Tracklist

    1.Mahllamore
    2.Ordine e Gioia
    3.Una Parola, Illumina
    4.La Saga di Antonio
    5.Ammami
    6.Dauntaun
    7.Bon Voyage
    8.Scalinata Donegato
    9.L'odore dei Treni
    10.Soffia Leggero
    11.Rockenrol
    12.Tutto è Casa Mia /Soffia Leggero swing reprise
    13.Una Parte di Te
    14.Quattro Notti
    15.Dove Vanno a Riposare le Api

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L’album “Una cura per il freddo” di Zibba e gli Almalibre è senz’ombra di dubbio un bel disco. Le atmosfere di pane caldo e sentimenti riecheggiano tra le note e le melodie, tracciando un percorso che porta verso un cielo più che sereno.

Come un vento caldo che proviene dal mare, quella leggera brezza che colora il viso, la musica di Zibba emoziona e trascina senza tregue.
Questo lavoro differisce molto dai precedenti, sia per l’incanto che sfocia nel jazz, sia per la favola che crea un rapporto tra narratore e ascoltatore. Un bel brivido da ascoltare e riascoltare. Il viaggio parte con “Mallamore”, un pezzo ritmato, sarcastico e ricco di passione, che come un quadro descrive un promiscuo scambio di affetti nelle sue diverse sfumature, dal sesso al piacere fino all’anima e ritorno. D’altro canto “è difficile stancarsi della carne rosa”, come il cantautore ligure narra. “Ordine e gioia” è una persa, dolce e intensa, un sapore che sa di fragola e nuvole: una ballata di zenzero e racconti. “Una parola, illumina” è una ballata che sfiora il rock e sussurra a un jazz di pianoforti e violini con parole taglienti. Con “Ammami” il sound è brillante ed euforico, ancora si sente l’odore del mare e del pesce appena pescato. Il ritmo avvolgente e intrigante rende “Dauntaun” una vista di una città raccontata da un’angolatura dissacrante, molto bello il finale hip-hop, in un culmine di suoni ben miscelati. Si prosegue con i viaggi dissacranti di “Bon voyage“. Ci si ferma, poi, alla stazione della poesia con “Scalinata Donegaro”, un ritratto della famiglia, senso più profondo dell’amore, è un incedere di parole calde, accompagnate da una musica che pare la compagna ideale di viaggio. “L’odore dei treni” ha un qualcosa di nuovo per il modo di scrivere solito per Zibba, ma che dalla malinconia di un momento lascia esplodere quel che più nell’anima: la voglia di star bene. Poi ancora una poesia tra le note di “Soffia leggero“. Lo stacco rock di “Rockenroll” è forte e deciso, con una bella scossa ai danni dell’ipocrita vivere. Un inno al sogno che portiamo dentro. Puro jazz in “Tutto è casa mia”, amalgamati gesti e voci degli strumenti, che sembrano cantare anch’essi con Zibba. É come un inno alla luna che parla d’amore in “Una parte di te”. “Quattro notti” racconta sensazioni lontane, ma che portano con sé il senso delle cose più profonde. “Dove vanno a riposar le api” è un finale poetico e a tratti struggente.

Un romanzo in poche righe, una ninnananna leggera. Un racconto che sa di vita e pure emozioni. Un bel disco.

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