Menu

Interviste

Intervista a TYING TIFFANY

Vi sareste fatti beffe di chiunque se aveste avuto la possibilità di comunicare a qualche grande folla di mammalucchi che un qualsiasi Dio vi ha aiutato a sottomettere. La sottomissione è oggi il coro di ritorno di un suono al quale è difficile sfuggire, la ridondanza elettronica e una voce da climax. Non va più di moda entrare nei templi, saranno loro con le loro dicerie e il loro verbo a venire da voi, vi obbligheranno a muovervi e a cantare. People’s Temple è il vessillo dei nuovi adepti, Tying Tiffany la sacerdotessa. Pregate!

Intervista a cura di Lorenzo Tagliaferri.

Hai deciso di diventare sostenitrice di una qualche setta proto-religiosa? Come mai la scelta di questo titolo per il tuo ultimo album?
E’ proprio il contrario, tutto ciò che lascia poco spazio alla libertà individuale non fa per me, ma allo stesso tempo mi affascinano i risvolti psicologici che ne derivano. Peoples Temple è di per sè una metafora per allargare il discorso alla società dei giorni nostri, al bisogno tristemente umano, di avere qualcosa  in cui credere per trovare un senso alla propria esistenza, anche a costo di seguire il male più profondo e oscuro, rimarcando, così, un’assoluta mancanza di capacità critica e un’ignoranza devastante in grado di far capitolare una generazione intera.

E’ un filo diretto con Brain for breakfast? Sembri molto concentrata sulla capacità della “massa” di aderire ad un qualche credo.
In Brain for Breakfast, anche se in maniera differente, affrontavo comunque i temi dell’aggregazione, i gruppi e i branchi che si formano per seguire un interesse comune che puo’ essere un determinato genere musicale o, ad esempio, un certo stile di vita, ma ne descrivevo l’aspetto più eccessivo e variopinto.

Il sound di questo disco sembra aver preso una piega molto più  cupa rispetto a Brain for breakfast, rispecchia qualche momento della tua vita attuale?
Rispecchia  il mio stato d’animo e l’atmosfera generale di malessere che respiro, è frutto di questo periodo.

Le tonalità  del disco mantengono un accento molto eighties e molto vicino alla new wave, quanto ti senti debitrice verso quel movimento?
La mia ricerca si è focalizzata nel rimappare il mio percorso personale; la scena wave, goth, dark degli anni ’80  è stata fondamentale, ho cercato di ridefinire gli schemi “tradizionali” di genere sotto una forma nuova. Ogni minima influenza,ti trasforma e si riflette in chi sei e come  la suoni.

Sembri essere “cresciuta” anche sotto il punto di vista vocale, questo People’s Temple ha una timbrica molto più elaborata rispetto al lavoro precedente, è una conseguenza del sound più maturo?
Evolversi fa parte della natura,  ho sentito il bisogno di migliorarmi, di non fermarmi ai traguardi raggiunti. In Peoples Temple ho dedicato molto tempo allo sviluppo dei brani, ad una  ricerca sonora che avesse un’identità riconoscibile, compatta e  introspettiva.

Quanto aiuta la negatività  di un personaggio come Jim Jones nella costruzione di un disco? Secondo te perché i protagonisti di fatti di cronaca nera diventano divi da prima pagina surclassando gli “eroi” della nostra generazione in quanto a vendite?
Jim Jones  è stato l’esempio  perfetto per rappresentare il tipo di  malessere che volevo descrivere; è passato dai buoni propositi con cui era partito, una comunità  che lottava contro le speculazioni edilizie e le ingiustizie razziali, a degenerare in un approccio distruttivo contro l’essere umano stesso. I personaggi e  gli eventi negativi, da sempre incuriosiscono morbosamente, perchè spaventano, ognuno di noi ha paura di cadere o scendere a compromessi con il lato oscuro, parlarne  non aiuta a   mitizzare questo aspetto , ma ci aiuta a  identificarlo e in un certo senso questo ci rassicura, ciò che conosciamo non spaventa e tra l’altro credo che non bisognerebbe mai dimenticare i crimini peggiori che sono stati commessi, per evitare che si possano ripetere.

Pensi che sia un discorso, in quanto a vendite, che funzionerà  anche per People’s Temple?
Non credo che nel mio caso, la  tematica influisca sulle vendite, è talmente difficile per un artista indipendente imporsi sul mercato ed avere riscontri numerici…

Come sarà  la Tying Tiffany del futuro? Ti va di anticiparci qualche tuo progetto per l’immediato?
Come sempre in continua evoluzione. Al momento stò iniziando a lavorare ad un Ep che uscirà intorno a settembre/ottobre con alcuni brani inediti e vari remix, ancora non posso anticipare nulla di preciso, perchè è in fase di lavorazione.

a cura di Lorenzo Tagliaferri

www.tyingtiffany.com

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Articoli correlati

Close