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Il Genio – Vivere Negli Anni X

2010 - Universal
pop/porno

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Tracklist

1.Il Genio
2.Fumo negli occhi
3.Cosa dubiti
4.Amore chiama terra
5.Tu mi sai dire
6.Tahiti Tahiti
7.Del lei
8.Non avrai
9.Cosa pensi
10.Overdrive
11.Si per sempre mai
12.Dire mai più

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Come si esce vivi dal tormentone di un piccolo istante? Come ci si cura dall’involontario spargimento di fama sui gradini infiniti della celebrità? Con il sistema usato dal duo Il Genio, facendo un disco ancor più mediocre del precedente evitando, questa volta, di inserire un pezzo da classifica.

Per quanto possa sembrare lodevole il voler descrivere la capacità di un gruppo di scivolare lentamente sotto il tessuto underground del mondo della musica, la loro è l’anonima visibilità di chi si espone come fenomeno da baraccone per poi rintanarsi e reagire agli sguardi stupiti degli avventori del raccapricciante spettacolo. Quando Gianluca De Rubertis (voce, chitarra, tastiera) e Alessandra Contini (voce, basso) se ne uscirono nel 2008 con il singolo Pop porno niente faceva presagire l’emersione del pezzo al di fuori dei canoni di ni cchia della musica di facile ascolto. A dare il gas alla canzone ci pensò quella grande e invidiata espertona di musica di Simona Ventura (o chi per lei), ancor prima della mastodontica figura di cacca dell’ospitata in trasmissione dei Muse, quando alla fine dei primi tempi del campionato di calcio di Serie A, nei lontani periodi in cui la Juventus era ancora una squadra e non un’accozzaglia di deficitari campioni sul viale del tramonto, le note di Pop porno ci accompagnavano un momento prima della pubblicità.
La grande riuscita del pezzo è dovuta ai soliti canoni da avvinazzati trombatori che distinguono, da un numero ormai imprecisato di epoche, i caratteri classici del macho italiano di medio-bassa levatura culturale e di elevatissima capacità sociale, parole ambigue che fanno volare la fantasia fino a farla schiantare contro un grattacielo di ripetitività, pronunciate da una voce flebile che lascia presagire u n orgasmo sonico, che ovviamente non arriverà mai, il pezzo si spegne così come si era acceso, a bassissima tensione e coito interrotto. Cosa dovrebbe, a differenza del precedente omonimo esordio, farci apprezzare questo Vivere negli anni X?
È una evidente questione di gusti personali e al di là del poter fornire qualche certezza tecnica sulla qualità del lavoro è chiaro che la fallace completezza del disco si annusa su quasi ogni noiosa (e sono stato abbastanza delicato) canzone del disco. Mi piace poter pensare che ogni artista, di livello o meno, possa avere la possibilità di rifarsi dei propri fallimenti e non smentisco la mia vena critica se in mezzo a tanto bisbigliare e sbadigliare riesco a trovare qualcosa di carino, di passabile e strutturalmente ben costruito come Amore chiama terra, che non sarà mai una sigla di un qualche programma della Ventura ma un ascolto attento lo merita comunque .

Il Genio, visto e rivisitato dopo due anni, è un prodotto gelatinoso e a breve scadenza del claustrofobico senso di chiuso e di vecchio del nostro paese, questi coniugi Gainsbourg del ventunesimo secolo ogni mattina si svegliano immersi nella caldissima e limpida luce di una stanza piena di finestre, portandosi a turno la colazione a letto grondanti sorrisi bianchissimi e regolari, prima di stroncare la loro idilliaca relazione tra cocci rotti e porte fracassate a calci in una oscura notte di pioggia, vento e persiane battenti.

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