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LITFIBA – Parco della Certosa Reale, Collegno (TO) 26 luglio 2010

Appurato e dato per scontato che i Litfiba pre-El Diablo erano un gruppo testualmente, musicalmente e concettualmente diverso e seminale nel panorama rock italiano degli anni ottanta, questa reunion Pelù-Renzulli (perchè di questo si tratta), sotto il nome Litfiba, riprende il discorso interrotto dopo l’uscita di Spirito (1994), snobbando di fatto parzialmente Mondi Sommersi e del tutto un disco come Infinito, campione di vendite, ma che rappresentò di fatto la fine del loro sodalizio discografico e amichevole. A tal proposito ricordo di aver assistito alla loro ultima esibizione live in quel di Monza, all’interno di un festival nel 1999. Concerto da separati in casa, ognuno svolse il suo compito senza interagire con l’altro, come se un enorme muro di plastica trasparente li dividesse e questo il pubblico lo percepì benissimo.

A 11 anni di distanza, un nuovo tour, ne sancisce il riavvicinamento artistico. Difficile sindacare sui reali motivi di questo tour di reunion con doppio cd live annesso e due inediti (Sole nero e Barcollo, poca roba e sapore di scarti per il sottoscritto, avrei preferito due vecchi brani al loro posto durante il concerto). Solo il tempo dirà se trattasi di “anima venduta al mercato” , tanto per parafrasare un loro testo (Soldi) o vera voglia di continuare a fare musica insieme.(Renzulli a Pelù:”Se vuoi sparisci tu.Il nome Litfiba lo tengo io. Se te ne vai, sono cazzi tuoi” da il libro “Perfetto difettoso” di P. Pelù.)

Fatto sta che oggi mi trovo qui a Collegno (quest’anno unica location nel nord-ovest Italia a contendere concerti al triangolo Padova-Venezia-Udine) senza preconcetti di sorta ma con il solo intento di divertirmi ed ascoltare le canzoni dei litfiba con la voce di Pelù (…e non quella di un “Cavallo” qualsiasi) e la chitarra di Renzulli.

Con l’unica delusione di non aver ascoltato nessun brano da “Desaparecido”, la scaletta pesca equamente dai restanti album. Resta e Ferito (inglobata dentro la lunga Tex) le sole estrapolate da quel capolavoro che fu 17 Re. Suonano metà Litfiba 3 (Ci sei solo tu, Paname, Cuore di vetro, Tex, in una allungata versione con Ghigo protagonista di buoni assoli ed una intensa Bambino). Il passaggio dalla band anni ottanta a quella del decennio successivo è rappresentato da Desaparecido contenutta in Pirata il disco che vide il cambiamento radicale nella musica del gruppo, la fuga di Maroccolo e le prime cifre di vendita aumentare notevolmente. Gli anni novanta aprono il concerto con Proibito, mentre in El Diablo, c’è occasione per punzecchiare Ratzinger, in Gioconda, Pelù si lascia andare al suo solito sermone contro il matrimonio.

Musicalmente la band (completata dal bassista Daniele Bagni, già nei Litfiba nel 1994, dal batterista Pino Fidanza e dal tastierista Federico Sagona), si avvicina al suono hard rock boombastico di Terremoto e proprio l’accoppiata dai testi purtroppo sempre attualissimi Dimmi il nome- Maudit è tra i i migliori momenti del concerto, in cui non si risparmiano attacchi alla P2 di allora, in questi giorni trasformata in P3. Il finale è tutto dedicato all’album Spirito (Lo spettacolo, Spirito e Lacio Drom), disco piacevole e vero testamento del gruppo e punto da cui ripartire se si vuole ricostruire e dare un seguito all’avventura della band.

Un concerto ed un tour che comunque testimoniano la grandezza della band e la voglia di non lasciare andare a casa nessuno scontento. Io mi sono divertito, nulla di più e nulla di meno e va benissimo così.

a cura di Enzo Curelli

www.litfiba.net

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