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MELISSA AUF DER MAUR – Estragon, Bologna, 28 agosto 2010

Melissa Auf Der Maur, una delle bassiste più celebri al mondo, si è soffermata in questo piovoso agosto anche per qualche data italiana. Ama il nostro paese, forse davvero, viste le innumerevoli volte in cui lo ripete, tentando anche qualche biascicata ruffianata in italiano che il pubblico, visto il personaggio, apprezza moltissimo.

La serata all’Estragon, inizialmente semivuoto ma poi abbastanza gremito (alcuni diranno di no, ma vista la concomitanza con numerosi eventi grossi come la vicinissima Festa Democratica ci si aspettava ancora meno gente), è andata per il meglio, ad iniziare dall’apertura, affidata ad una band a noi sconosciuta, gli inglesi TapeTheRadio. Il trio britannico ha sparato in alto con trenta minuti di puro rock anglosassone miscelato con indie e new wave, assomigliando ora ai Cure ora ai Joy Division, senza tralasciare mai una certa personalità rock. Si ascolti il singolo “Stay Inside” per capire. Ottima band.

Prima di vedere sul palco l’ex Hole e Smashing Pumpkins viene però proiettato un filmino di 30 minuti, ideato dalla bassista canadese, presente in esso anche come “attrice”. Regia discreta, coinvolgentissima colonna sonora, trama parzialmente incomprensibile, stupisce la quantità di vernice utilizzata per mostrare che gli alberi abbattuti dai tagliaboschi canadesi perdevano sangue. Interessante in ogni caso come preambolo di un live che si dimostrerà breve ma intensissimo. I suoi 75 minuti lasciano tutti senza parole, con molti dei pezzi più noti (i singoli “Followed the Waves” e “Out of Our Minds”) eseguiti alla perfezione nella seconda parte del set, e alcuni accenni ad entrambi i dischi, tutti conditi con una certa presenza scenica che da anni le si attribuisce come uno dei maggiori meriti.

Il coinvolgimento è anche lasciato ai suoi discorsetti tra un pezzo e l’altro, pronti a strappare sempre qualche effimero sorriso e applausi facili. Musicalmente gli errori si contano sulla punta delle dita, sul palco ci sono dei professionisti e la backing band infatti si dimostra al pari delle aspettative, con un sound molto alternative ma contemporaneamente grezzo e pesante al punto giusto, che ricorda in alcuni punti le band post-metal o sperimentali, per scendere in altri momenti al rock commerciale che comunque non costituirà mai il punto di riferimento principale della musica di Melissa.
Interessante la perfetta interpretazione di “Bang Bang”, di Sonny Bono, poi cantata da Cher negli anni ’60, cantata in maniera magistrale e seguita da un tributo ai Black Sabbath che ha contribuito a concludere la serata al meglio.

La Auf der Maur verrà ancora in Italia e vi consigliamo di andarla a vedere se vi interessa un concerto potente, carico, coinvolgente, con molta energia positiva, a suo modo simpatico, e anche, diciamolo, se volete vedere una delle donne più affascinanti degli ultimi 20 anni di storia del rock. Gran serata.

a cura di Emanuele Brizzante

foto di Antonella Falbo

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