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Inception, di Christopher Nolan


Scheda

Titolo originale:Inception Nazione:U.S.A. Anno:2010 Genere:Fantascienza, Thriller Durata:142' Regia:Christopher Nolan Cast:Leonardo DiCaprio, Ken Watanabe, Joseph Gordon-Levitt, Marion Cotillard, Ellen Page, Tom Hardy, Cillian Murphy, Tom Berenger, Michael Caine, Lukas Haas, Tohoru Masamune Produzione:Syncopy Distribuzione:Warner Bros. Pictures Italia Data di uscita:24 Settembre 2010 (cinema)

Christopher Nolan. Classe 1970.
Uno dei “giovani” registi più importanti dell’attuale panorama internazionale.
Dopo aver stupito con Memento (2000), ben intrattenuto con Insomnia e The prestige e (r)innovato un brand/icona ormai stantia coi due Batman, con il nuovo Inception Nolan pone il suo sigillo su un capolavoro destinato a durare nel tempo.

Un film sostanzialmente perfetto, dotato di profondità e ampiezza non comuni, creato da un cast tecnico e artistico impressionante, un insieme di talenti che danno vita una visione originale, complessa, autonoma, costruendo un mondo, proprio come gli architetti onirici fanno nel film.

La sceneggiatura, opera originale di Nolan, ha alle spalle più di dieci anni di lavoro, paziente cesellatura dei numerosi elementi che vanno a comporre l’incastro perfetto degli ingranaggi narrativi.
Film per sua natura stratificato e complesso, fa di questi difficili elementi ulteriori positive qualità, maneggiando con cura tempi e modi, non annoiando mai, ma anzi creando acme e picchi narrativi/emozionali devastanti.

Una pellicola non delimitabile dalla mera etichetta sci-fi, perché al suo interno, nelle varie scatole cinesi che la compongono, componendosi e ricomponendosi, c’è spazio per parecchia introspezione psicologica, per digressioni sul ruolo della memoria, dei ricordi, della fantasia, sull’etica e sull’estetica, nonché, banalmente, sull’importanza dei sogni nella nostra vita.

Quello che più convince è comunque l’estrema forza e tensione narrativa, che non si smorza mai un attimo lungo tutti i 148 minuti, in interminabili momenti, in cui il tempo si dilata e si restringe, in teatri narrativi differenti, eppure collegati da un filo perfettamente ordito.

Superba la prova del cast artistico, su tutti il solito DiCaprio, ormai attore di solida esperienza, che disegna un protagonista a tutto tondo, l’estrattore Dom Cobb. Bravissima anche Marion Cotillard a interpretare il difficile ruolo della moglie morta di Cobb, antagonista onirica e chiave di volta del film. Fra i comprimari ottimo il giovane Joseph Gordon-Levitt, spalla di Cobb, e la bellissima Ellen Page, ormai (meritatamente) lanciatissima nello star-system.

A livello tecnico, oltre alla nota maestria di Nolan, e del suo fidato collaboratore Wally Pfister alla fotografia, da notare il commento musicale, davvero importante e sempre presente, a opera del veterano Hans Zimmer (un film a caso: Il gladiatore).
Gli effetti speciali sono utilizzati con grande efficacia, con molto gusto materico e fisico e, sebbene di primo acchito possano sembrare di centrale importanza, nell’economia del film, sono complemento e non fulcro delle varie (per quantità e tipologia) scene d’azione, sempre centrate sui protagonisti in carne e ossa.

Insomma, per chi scrive si tratta di uno dei migliori film degli ultimi anni.

Pellicole rare, i cui fotogrammi restano scolpiti nella memoria, ed entrano, talvolta, anche a far parte del patrimonio onirico, dunque un sogno, il nostro, che contiene un sogno, che contiene un sogno, che contiene un sogno.

Oppure, più semplicemente, un film bellissimo.

a cura di Alekos Capelli

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