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Interviste

Intervista ai No Guru

E’ appena uscito il nuovo progetto No guru, che vede impegnati insieme ex componenti dei Ritmo Tribale e Xabier Iriondo (ex Afterhours). “Milano Original Soundtrack” è sicuramente una delle migliori cose uscite in Italia quest’anno e a quanto pare sembra pure premiato dalle buone vendite, il chè non può fare che piacere, soprattutto considerando la proposta non certo facile. A rispondere alle nostre domande è Alex Marcheschi, batterista della formazione.

A cura di Enzo Curelli.

Solo tre anni fa, i Ritmo Tribale si erano riuniti per una serie di date live a supporto dell’uscita della vostra raccolta “Uomini”. Ora il progetto No Guru. Come ha preso vita?
Il progetto NoGuru ha iniziato a formarsi circa 3 anni fa, eravamo alla ricerca di una nuova strada musicale più libera e meno vincolata da parametri musicali che già conoscevamo e abbiamo sentito bisogno e urgenza di dare suono alla nostra vita attuale fatta di ritmi vertiginosi in una città che non ti perdona nulla. Dare voce quindi alla schizofrenia della nostra vita, abbiamo cercato continuamente un sound e un ‘identità, l’arrivo di Xabier ci ha dato una grande spinta.
Poi a novembre 2009 abbiamo capito di avere finalmente la nostra identità musicale e senza perdere tempo in 2 giorni abbiamo registrato l’album.  

Come è nata la collaborazione con Xabier Iriondo, vostro amico di vecchia data e con Bruno Romani? Cosa hanno portato all’interno di un gruppo già di per sè affiatato?
Sapevamo di aver bisogno di altri musicisti per poter crescere e sperimentare nuove strade, Xabier è una grande persona, un amico da tanti anni e soprattutto un talento musicale unico. E’ stato tutto molto naturale, gli abbiamo chiesto se voleva unirsi a noi e lui non ha avuto esitazioni. Bruno invece l’ho cercato e voluto fortemente io, forse perchè già avevamo suonato insieme nei DHG, il mio primo gruppo e sapevo quanto fosse unico il suo stile. Bruno era anche la voce e il sax dei Detonazione, una band straordinaria. Il suo sax ci aiuta molto a definire il nostro sound, lo rende urbano, viscerale e poetico nello stesso tempo.

Le canzoni sono state tutte scritte  appositamente per i No Guru o qualcosa è riemerso dai cassetti dei Ritmo Tribale?
C’è stato un primo momento in cui provavamo pezzi in qualche modo legati agli ultimi anni dei Tribali ma alla fine abbiamo deciso di usare solo nuove canzoni scritte da Scaglia  di getto in questi ultimi mesi, proprio per rendere l’album figlio del suo tempo. L’unica canzone recuperata dal passato è Neve scritta durante le session di Bahamas ma riarrangiata con il nostro spirito attuale. Ci sarà una sorpresa per chi acquisterà il vinile di Milano Original Soundtrack ovvero la possibilità di scaricare 2 brani “colpo su colpo” e “Alice” che non abbiamo messo nell’album proprio perchè avevano un sound più morbido e forse più legato a qualche anno fa…

Ascoltando Milano Original Soundtrack, si nota  una forte voglia di suonare e jammare, uscendo spesso dalla normale formula canzone. Questo mi ha ricordato l’ultimo disco uscito a nome Ritmo Tribale, “Bahamas” del 1999. No guru, potrebbe essere la continuazione di quel modo di comporre, pur nella diversità dei suoni?
Beh, in fondo siamo sempre noi…di Bahamas abbiamo mantenuto una certa libertà nel jammare e nel suonare in presa diretta, ma in M.O.S. i suoni sono più spigolosi, i brani più brevi e diretti e soprattutto i testi sono sparati in faccia a chi ascolta. Il suono non è più avvolgente e accogliente ma crudo e a volte disperato. Anche musicalmente ognuno di noi ha lavorato sul proprio stile cercando un linguaggio stilistico più vicino a ciò che siamo ora. Bahamas ha fotografato una band immersa per un mese in una cascina riadattata a studio, l’atmosfera era rilassata e bucolica, in MOS invece avevamo pochissimo tempo per registrare e il bisogno di buttare fuori violentemente in note e rumori tutta la fatica e la rabbia di questi ultimi anni

Nel disco, vi sono dei dichiarati omaggi ad alcuni gruppi della New wave dei primi anni ottanta( vedi la citazione dei Joy Division in “Mare Divano”, la cover dei Killing Joke  e alcuni suoni). Semplice omaggio? Che musica ascoltano i componenti dei No Guru?
I Killing joke sono un gruppo che abbiamo sempre amato e rispettato, la citazione dei joy division invece è venuta quasi per caso visto che gli accordi ricordavano un loro brano, Scaglia l’ha provata  durante il cantato e poi l’abbiamo tenuta. Parlare dei nostri gusti è un impresa troppo difficile, ognuno di noi sinceramente ha gusti differenti, dalla no wave di new york, passando per il punk, il soul, la tecno, il rock dei settanta e tutto ciò che un po trasversale e fisico. Siamo come un tritacarne che macina 40 anni di musica e la sputa fuori in forme imprevedibili.

Mi ha molto colpito una canzone come “Bassa Fedeltà”, che ho definito una canzone “beat degli anni duemila”. Mi sembra si stacchi abbastanza dalle altre. Come è nata?
Bassa fedeltà è uno dei primi pezzi ad essere stati composti, inizialmente era molto vicino alle nostre sonorità tradizionali e sentivamo che  mancava qualcosa, l’abbiamo cambiata molto finchè improvvisamente ha iniziato a girare meglio anche se è difficile definirla: una strofa quasi beat..un bridge alla husker du un ritornello senza voce e un finale delirante.  In un certo senso abbiamo destrutturato il concetto classico di canzone eppure a te è piaciuta.. E’ un po diversa forse dalle altre per il tono confidenziale del cantato ma poi ha una progressione libera e senza schemi predefiniti come tutto il resto dell’album.

In che ottica si può leggere il titolo dell’album “Milano Original Soundtrack” e che differenze vi sono tra la Milano musicale dei vostri esordi e quella attuale?
Il titolo vuole rappresentare il nostro bisogno di dare a milano una colonna sonora vera e sincera, è come una polaroid di un film che viviamo quotidianamente, nessuno di noi ama questa città  eppure non riusciamo ad abbandonarla… La milano di 20 anni fa era dura, sporca e bastarda come quella di oggi ma era meno falsa, meno apatica e meno tragicamente modaiola. Le migliori band italiane che conoscevo nei 70,80 e 90 nascevano a milano, c’era una scena viva, creativa e combattiva, oggi l’happy hour generation è felicemente sedata e lobotomizzata e Milano è una delle città più arretrate d’europa per molti motivi. Comunque vedo lo stesso qualche buona band in città ma il paradosso è che per suonare devono andare in provincia visto che a milano sono ben accette nei club solo le cover band.

Dei veterani del rock italiano come voi (Ritmo Tribale e Afterhours), seguono il nuovo rock italiano e c’è qualche nome che vi ha interessato ultimamente?
Vorrei farti una sfilza di nomi ma sinceramente non vedo un grande panorama…mi piacciono i Sick tamburo, Tying Tiffany e The Dark Way  mentre non sopporto i nuovi cantautori salottieri e ruffiani.

L’anno scorso è tornato anche Edda, con il suo bellissimo “Semper biot”. Cosa ne pensate del disco e c’è la remota possibilità di rivedervi tutti quanti sullo stesso palco?
Il disco di Edda mi ha molto emozionato, esprime al meglio la sua essenza artistica, è un disco vero e sincero. Giorni fa a un nostro concerto fra il pubblico c’erano Edda e Rioda insieme, forse con questo ti ho già risposto…eheheheh.. i Tribali sono una famiglia con legami credo indissolubili, per cui se un giorno ci andasse ti tornare su un palco tutti insieme lo faremmo subito.

I fans dei Ritmo Tribale sembrano aver accolto benissimo i No Guru, a dimostrazione di quanto il popolo tribale, rimanga una grande famiglia. Qualche parola per loro?
I nostri fans sono alieni..indistruttibili..hanno arricchito le nostre vite, viaggiano con noi da molti anni, abbiamo un legame emotivo molto forte e ne stiamo avendo prova proprio in questi giorni. Hanno accolto benissimo un progetto comunque molto diverso dai Ritmo Tribale, a dimostrazione che quello che conta sono sempre stati i legami personali. Su facebook anche grazie allo straordinario contributo di Zymbah stiamo ricevendo dei feedback incredibili da migliaia di persone sparse in tutta italia, questo attaccamento non finirà mai di stupirmi. Hai detto bene tu Enzo…il popolo tribale  è una grande famiglia!

Ora state promuovendo il disco nelle varie sedi Fnac italiane( il disco ha una distribuzione esclusiva Fnac), poi partirà il tour vero e proprio. Cosa ci dovremo aspettare?
Non sappiamo neanche noi cosa succederà sul palco:  stage diving, improvvisazioni, rumori di città, furore punk, ospiti a sorpresa, ritmi sincopati, di sicuro molta libertà e molto divertimento, ripartiremo dai piccoli club come all’inizio ma con una profonda consapevolezza di avere molto da dire e da dare.

Quali sono gli obiettivi dei No Guru?
I nostri obiettivi sono semplicemente di vivere la vita che desideriamo vivere e di suonare la nostra musica ovunque.

a cura di Enzo Curelli

www.myspace.com/nogurumilano

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