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I Fasti – Lei Si É Alzata Dal Sordo Mormorio

I Fasti – Lei Si É Alzata Dal Sordo Mormorio
2008 - Cerchio Perfetto
alternative/rock/reading

Tracklist

    1.Estate dove sei
    2.Cagnolini di gesso
    3.Joe Coronado
    4.In intimo

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Il sordo mormorio. Un sospiro rauco.  L’elefante si china sulla farfalla e si scioglie in putrido avorio. L’ingoio indigesto. L’ultimo dente del pitone. Quel marchingegno che funge da lobotomia trans orbitale. Giunge nell’occhio. Stupra la pupilla. Sale con passi veloci la scala a chiocciola che unisce il sanatorio orbitale al sanatorio mentale. La vita è antigenica. Siamo omini spiati dall’esistenza. Bermuda e macchina fotografica,ci bastano per non soffocare. Illusioni ottiche vomitate dal sole. Spiaggia devastata dal mare. Caldo che ci avvolge. Caldo che ci parla. Scuote il cranio. Ci martella come ago sulla carne. E’ ‘Lei si é alzata dal sordo mormorio’, il disco imperdibile de I Fasti. E’ questa la voce mormorante della coscienza. Lei,l’anima dell’umano. Attendo nel buio della mia grotta. Mi apro come tenda e do’ il benvenuto alla primavera. Gingilli senza sosta. Siamo vagabondi. L’oggetto del mendicante. Il piatto in cui si versa l’esistenza. Il sangue pulsa. Chiarore del mondo. Siamo macchinari di plastica smontabili. Pupilla ama, l’occhio. Braccia ama,la mano. Sussurro. Estate dove sei. Siamo il cavernicolo di contrabbando. Si imbottisce di pastiglie come ammortizzatori. Depressi,l’antidepressivo. Eccitati, il sedativo. Grassi,il dimagrante. Apatia. Ansia,l’ansiolitico. Un cucchiaino chimico. La pasticca magica. Siamo bolle di sapone messe a tacere dagli stabilizzatori di umori. Incapaci di amare. Testimoni dell’arrivo della primavera. Un cervello che trova l’impermeabile che tanto brama nella testa. Incollati nella testa. E’ il click che uccide la corrente elettrica. Stimoli. Lo stimolo del topo che rosicchia il verme. Il desiderio altro. Immobili come cagnolini di gesso. Inermi,come vorremmo essere,ai colpi della vita. Sordi. Ciechi. Muti. Cani di gesso,sotto gli alberi. Pietre,piovono. Seguiamo solo le passioni ed i dubbi della nostra etica. Schiodati dalla normalità. Sazi di follia. Siamo tranquilli come chitarre. Siamo irrequieti come fulmini. Malati sulle barelle del vuoto esistenziale. Contenti di dolore. Tristi di gioia. E la gioia ed il dolore sono i siamesi del maligno. Esiste lei. Esiste lui. Cuci e ricuci la bellezza. Le banche sono i nostri tentacoli. Ci controllano come pedoni dai satelliti. Claustrofobia canaglia. Il sudore dell’uomo intrappolato nell’ignoranza. Urla per il cambiamento.  Ta sul cuore e non sull’adesivo. Sei lo slogan sul binario. Briciole di pane in pasto agli uccelli. E dai forza alle parole. Fa che il tramonto lasci il posto all’alba. Fa che il vento,che ti è amico,sollevi te insieme a lui dalla gabbia dei tuoi giorni. Un disco speciale. Sordo e sibilante. Da ascoltare alla luce di un fiammifero.

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