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Interviste

Intervista ai CHEVREUIL

INTERVISTA a Julien Fernandez (batterista di Chevreuil/passmontaigne e boss di African tape)

a cura di Nicolas J. Roncea


Musica per giornate storte. Quelle giornate in cui ti alzi la mattina già con i coglioni girati, in cui sai fin dal primo momento che se c’è qualcosa che può andar male lo farà, in cui bevi sedici caffè e litighi con il vicino di casa così per il gusto di farlo, in cui rimani imbottigliato nel traffico e ti viene voglia di spaccare le porte o uccidere qualche puttana.

(tratto dall’ormai defunto e compianto Moonlight69)

(che non likiamo perché google è bastardo)

Una domanda per rinfrescare la memoria: che cos’è Chevreuil?
Non mi ricordo bene quando abbiamo iniziato. Credo alla fine del 1998, a Nantes, in Francia. Eravamo 2 coglioni che si annoiavano in una scuola d’arte.
Tony C suona la chitarra (a volte anche keyboard) e io la batteria magnetica. Questa configurazione potrebbe essera molto classica, ma la nostra è un po’ particolare: Tony suona su 4 amplificatori diversi e io sono in mezzo a questi amps.
Manda riffs dove cazzo vuole e così, facciamo il rumore di un gruppo di 6 persone, ma in 2. L’idea di base era di trovare un modo di spazializare la musica live in un modo quadrifonico, non frontale/stereo come fanno tutti i gruppi.

Durante i concerti farete solo brani di “Capoeira” o avete anche materiale nuovo?
Credo che faremo un po’ di Capoeira, ma anche molto di Chateauvallon e Ghetto Blaster, due vecchi dischi che secondo me sono molto più interessanti di Capoeira.

Che cosa vi aspettate dal tour che farete il prossimo autunno? In che paesi suonerete?
Come al solito: Sex Drugs & Rock’n’roll. Suoneremo in Francia, Belgio, Svizzera e Italia.

So che in alcune tappe del tour ad aprire il vostro concerto ci sarà Alexis Gideon, artista divertente, talentuoso ed originale. Come lo presentereste a chi non lo conosce e perchè la scelta di fare uno spettacolo insieme?
Si! Aprirà Alexis su tutti i concerti. Il suo lavoro è fantastico e il live è proprio geniale/originale, diverso da tutto quello che c’è in giro in questo momento. É un artista unico, troppo poco conosciuto. L’idea è quindi di dargli la possibilità di suonare in altri contesti, e anche davanti a più gente. Un suo nuovo lavoro uscirà su African Tape proprio nello stesso periodo: Video Musics 2: Sun Wu-Kong. É la storia di una scimmia che ha dei peli che si trasformano in amici. (ndr. non sappiamo cosa intendessero dire in questa risposta riferita a Journey to the West, ma ci piace pensare Xuánzàng che si fa amici i suoi peli).
Perché fare spettacoli insieme? Perché Alexis è la cosa più figa è fresca che conosco adesso!
Voglio anche che tutte le persone che si limitano ad ascoltare Rock e musica indie di “nicchia” (del cazzo dovrei dire?) si rendano conto che ci sono cose molto più interessanti nella vita.

Da fan ti chiedo: perchè Chevreuil è rimasto inattivo tutto questo tempo?
Per tante ragioni. Credo più che altro per il bisogno di fermarsi un po’ dopo una marea di concerti. (Io non ne potevo più di essere sempre in questi locali che puzzano)
Nel fratempo sono anche venuto a vivere in Italia, e Tony è partito per Parigi, quindi non potevamo più suonare.
Era troppo complicato insomma.
Ognuno di noi ha continuato a suonare, pero’ con calma.. io Con Passe Montagne e lui con PercevalMusic.
Ritrovarsi adesso sarà senza dubbio bellissimo!

Chevreuil è diventato un riferimento importante per tutta la musica indipendente e sperimentale, in particolare in Francia. Chi sono invece i votri riferimenti se ce ne sono?
All’inizio, i riferimenti erano quelli della scena noise americana.. diciamo le cose classiche di Chicago 90’s ma anche un sacco di altre cose come The Time, Talking Heads, Silver Apples, This Heat, Captain Beefheart, Led Zep…

C’è qualche cosa in cantiere? un disco nuovo magari?
Ci sono cose in cantiere, ma solo mentalmente. Di un disco nuovo se ne parla. Vediamo un po’ come andrà questo tour prima, poi decideremo. Non mi piace fare piani troppo nel futuro anche perché non si sa mai che cosa può succedere.

a cura di Nicolas J. Roncea

www.myspace.com/chevreuil

Gli Chevreuil, pur essendo francesi, ci hanno fatto la cortesia di rispondere all’intervista in italiano. Perdonategli qualche incertezza sintattica perché se lo meritano. Sì, anche se sono francesi.


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