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Ojm – Volcano

2010 - Go Down Records
rock/stoner

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Tracklist

1.Welcome (Volcano)
2.Venus god
3.Rainbow
4.Oceans heart
5.Wolf
6.I'll be long
7.Cocksucker
8.Disorder
9.Escord
10.2012

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Mi mancava molto un disco tendente allo stoner. Ne sentivo pesantemente la mancanza, perché questo è sempre stato un genere da me ammirato e sostenuto. Mi ricordava da vicino quelle sonorità hard-rock che la mania per sonorità più elettroniche mi ha portato ad ignorare per lungo tempo.

La presentazione che gli OJM fanno di se stessi è magnifica, con un devastante inizio come Welcome (Volcano) non si può che restare a curiosare tra i dieci brani di questo lavoro e chiedersi se non sia il caso di fornire a questo ensemble il supporto di una grande casa discografica. Perché le potenzialità per la perfetta riuscita del progetto ci sono tutte e si spiegano con grande chiarezza nei dieci brani di Volcano, dando uno spazio infinito a preziose lavorazioni piene di distorsioni ed effetti da psichedelia anni ’70. La verità è che si tratta più che altro di una prova di maturità incredibile, datosi che questa band è in attività dal 1997 e arrivano ai giorni nostri attraverso una serie di cambi di formazione ed esperienze di valore, come la collaborazione con Michael Davis (MC5) per le registrazioni diUnder the thunder e una lunga serie di nomi importanti come Brant Bjork (per la produzione del singolo I got time) fino all’attuale collaborazione con David Catching (Queens of the stone age, Eagles of death metal).
Non è ovviamente solo una conturbante miscela stoner, ma un pieno di stili e strutture diverse che possono essere ricondotte al rock ‘n’ roll, venato di distorsioni metal, come in Venus god, leggermente più vicino al garage come in Disorder o alla psichedelia dilagante di Oceans hearts.

Gli OJM sono un prodotto di casa nostra che merita di essere messo in bella mostra, ispiratissimi come nel fondamentale episodio di Escord, lasciano senza fiato e una lunga scia di perplessità per una visibilità sottostimata. A livello di grandi band rock includono nel loro dna la caratteristica fondamentale di una spiccata attitudine mainstream che cozza infinitamente con la loro reale dimensione di cult-band. Un’espressione viva nel mondo della musica che mette a repentaglio le attuali gerarchie della musica, dai vertici fino alle basi. Che qualcuno se ne renda conto, per favore!

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