Menu

SHANNON WRIGHT: domani sera a Verona l’unica data italiana

Shannon Wright, la primula di Jacksonville, torna con il suo nono lavoro in sudio, “Secret Blood”, a solo un anno dalla pubblicazione di “Honeybee Girls”. In poco più di dieci anni, questa timida americana ha imposto la sua presenza nel cuore del pubblico del rock indipendente e ha consacrato il suo nome, convincendo anche la stampa specializzata, che non esita a paragonarla per statura a PJ HarveyBjörk. La sua personalità introversa, il suo rifiuto per mode passeggere e stereotipi, la sua integrità, hanno contribuito a costruire la sua fama passo dopo passo, grazie ad una discografia in continua evoluzione, esplorando sempre nuovi territori musicali. Inizia la sua carriera con i Crowsdell, compagni di etichetta di gruppi come Dirty Three, Pavement e Giant Sand. Abbandonata la tenuta di famiglia di Jacksonville per trasferirsi a New York, Shannon deve fare i conti con momenti difficili: l’attività con la band non è fortunata e così, in piena crisi esistenziale, decide di abbandonare la vita cittadina in favore di una fattoria di campagna a Pittsboro, nel North Carolina. E’ qui che inizia la sua rinascita. L’esordio solista è con “Flight Safety” nel1999. Dopo i primi quattro dischi che esplorano ognuno a suo modo sentimenti di rabbia e angoscia, Shannon decide di lasciare le sue utopie insoddisfatte e di concentrarsi sul mondo reale, lasciando filtrare questa luce nel lavoro non a caso intitolato “Let in The Light”, sul quale suona il pianoforte, in modo lirico. Non ha niente da invidiare al lavoro scritto a quattro mani poco prima con il compositore francese Yann Tiersen, suo amico e complice.
Nel 2009 “Honeybee Girls” ci fa scoprire una musicista che affronta i suoi tabù: acustica vs. elettronica. Pianoforte, organo, chitarre e violoncelli sono gonfiati da un soffio inedito, accompagnati da sonorità che danno l’impressione nuova di spazio e di freschezza. Incoraggiata dai feedback positivi e dal piacere di calcare il palco, si decide subito a registrare “Secret Blood” con I suoi fedeli collaboratori, Andy Baker (basso, mix) e Brant Rackley (batteria), il disco si apre in modo promettente e evidenzia le rovine delle nostre certezze, per liberarci dei nostri pregiudizi. La libertà è la parola che riassume al meglio la carriera di Shannon Wright. Questo nono disco ne è la prova, alternando brani folk, noise, chitarre radicali e interludi cinematici.
Tutto il disco è irradiato dalla generosità di Shannon che ci prende la mano e ci fa vedere il suo paese per non perderci in questo mondo in piena desolazione. La presenza di un disco di Black Flag sulla copertina non è un caso. Shannon ha sempre rivendicato la sua appartenenza ad una scena rock esigente e senza compromessi, sopratutto nel sound, molto preciso e a volte rugoso, in “Secret Blood” ci ricorda il sound hardcore della Washington anni ’80 senza dimenticare le dolcezze che ci hanno fatto innamorare definitivamente della sua musica.

www.myspace.com/shannonwrightmusic

In apertura i Takka Takka, formazione New Yorkese che presenterà il proprio album di debutto Migration, prodotto dal batterista dei Clap Your Hands And Say Yeah e che vede tra gli ospiti anche membri dei National. Si tratta di un pop pieno di contaminazioni, dall’elettronica a certi ritmi di sapore afro.

SHANNON WRIGHT

+ Takka Takka

Mercoledì 17 Novembre
Interzona – Verona
Unica data italiana


Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Close