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Emanuele Bocci – Un Po’ Gabbiano

2010 - Horus Music
pop/folk

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Tracklist

1. Non ci sono più parcheggi
2. Sono un automa
3. Che pacchia!
4. Dove era il bosco
5. Nunca mais
6. L’avvistamento
7. Al Polo Nord
8. Gli sfollati
9. Senza vedere
10. Un po’ gabbiano
11. Il musicista
12. Non ci sono più parcheggi

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Se fossimo l’Alice della favole. Se Alice si fosse innamorata del BianConiglio. E se un po’ tutti calzassimo le scarpette magiche di Cenerentola. Una zucca si facesse carrozza e fosse trasportata da un timoniere senza ,vele. E’ come vestirsi da gabbiano,lui. E’ come vestirsi da gabbianella,lei. Quella che ha imparato a volare. Quella marcia che picchia come razzo nel cielo. Oh nel cielo. E se volassero branchi,di lupi che volano. Il bidone che si scioglie di spazzatura. Un sogno violabile,laddove il cielo inizia e poi finisce. E’ una discarica non infetta. Il disinfettante e l’acetone,del container che puzza di immondizia. É Emanuele Bocci,si traveste da uccello. É ‘Un po’ gabbiano’.Pela ,l’epidermide. E’ d’oca,la pelle lucida. Si schianta nell’infinito. Mangia alla discarica. Si alza in cielo,in piena libertà. Si ciba di mollica,vermi maturi sulla testa degli uomini. Un veliero,senza guida. Sponda e sponda, è solo mare. Si uniscono,i continenti. E’ un po’ gabbiano,che si macchia di musica. Un musicista,squattrinato che ha perduto la fisarmonica. Par di esser nella via buia,stretti dal buio. L’antica metropoli. Il viottolo scuro. Catarro e smorfie,la porta che cigola. E senza rotta. E senza vedere. Vola,gabbiano. Vivi,la vita. Flaccido lenzuolo bianco. E’ l’aereo che rimbomba,trema la casa. E no gabbiano, non può toccarti. Sguardi alati,di branchi buoni. Siamo qui,sfollati dalla vita. Viaggiatori sui camper anonimi. Siamo automi,non siamo atomi. Si squarcia in due questa terra. Dimensione, azzurro volatile. Dimensione, letame bipedi. Amore mio. Siedo sul cesso. E’ la mia dimora. Ritmo orrifico. Appartengo,al macchinario che violenta il sole. Il sole,cercante una breccia. Freccia, distaccata. L’umano ed il naturale. La collina ed il supermercato. Cacciami,gabbiano. Ti incontro nel sonno. E sono un musico jazz. Disincantato,sfollato. In pasto al latrocinio maiale. E siamo oltre la periferia. Il latitante ed il bottino,vuoto. Arresi,con le spalle al muro. Il verso del volatile. Siamo i solitari non legislatori del mondo. Un motivo allegro. Un quadro di Van Gogh,sulle spighe dorate ed il cielo veloce. Un tip tap lieto. E resteremo a galla,tra nuvole gonfie. Come ostaggi di un disco che vola.

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