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Svetlanas – Svetlanas

2010 - Vampata
punk

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Tracklist

1.Svetlanas nationali anthem
2.Soviet assassin
3.KGB is dead
4.Siberian girl
5.Double agent
6.Step back
7.Go go Gagarin
8.Transiberian
9.I am a spy
10.TV show
11.I hate Yoko
12.Hibernation
13.We eat children

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Qualcuno deve aver spifferato. Una spia o un infiltrato devono aver messo la pulce nell’orecchio degli infatuati del punk più viscerale, quel tipo di punk che, con grande disappunto del sottoscritto, molti oggi definiscono punk77 con esplicito riferimento ad un periodo storico ben preciso nel quale possiamo riconoscere e ritrovare gli albori della nascita del punk-style, che sono tornati gli Svetlanas.

Storica band uscita fuori dalle fauci del puzzolente ribaltone anarchico di seconda metà del secolo scorso, sparita per cause ancora da accertare con chiarezza e ricomparsa all’improvviso nel 2008 con il manifesto programmatico di KGB Session, un volto livido della musica, aspro rendiconto di quanto sembra scomparso e che, tuttavia, si conserva più che decentemente in un freddo stato comatoso e criogenetico. Gli appunti fin qui raccolti mettono in evidenza fatti controve rsi che gettano un’ombra sul passato di questa band, sfuggita ad un agguato durante un concerto negli Stati Uniti, vengono singolarmente ibernati e trafugati da agenti del KGB per essere rimpatriati, al fine di poter salvare quanto di segreto la missione aveva. Il ritorno alla vita normale è stato piuttosto traumatico, la madre Russia non esisteva più, il KGB smembrato e indebolito era una entità ancor più enigmatica del passato, gli Stati Uniti si trovavano in ruolo di preminenza e pronti ad accogliere almeno una quindicina d’anni di oscurantismo politico (BushClintonBush) e la degenerazione musicale in preda alle movenze spastiche dei prodotti dell’enfatico e godereccio mercato internazionale. Solo un paese poteva ospitare il quartetto e far apparire quello che accadeva al di fuori di esso un’inezia, l’Italia! Cambiata identità gli Svetlanas lasciavano invariato il prodotto e, sprofondando il br accio nel fondo del pentolone punk, riuscivano a scartavetrare con rabbia una poltiglia ancora calda in superficie e bollente al suo interno che è finita in questo omonimo. La crudezza dei suoni è la prerogativa di ogni buon musicista punk, per questo mi incazzo e svalvolo quando sento dire che, tirando le somme, i Blink182 sono punk, pop-punk ma sempre di punk si tratta. Il punk è uno solo, e solo quello! Ed è nato e morto nella coglionaggine di Sid Vicious e nella faccia da idiota di Johnny Rotten. È per questo che nell’ascoltare gli Svetlanas mi viene un fremito; brani veloci, brevi e per nulla rassicuranti, che a differenza di molti altri musicisti che si accostano al punk, suonano in maniera molto pulita da studio, grazie soprattutto al lavoro di produzione fatto da quel gran genio di Mass Giorgini (Rise Against, Anti-flag) e alla collaboraz ione di navigati esperti come Phil Hill (Teen Idols).

Gli Svetlanas sono Angela Buccella (voce), non solo musicista, ma capace giornalista ed “ex-collega” del magazine di Sickgirl, Michele Vaselli (chitarra), Alessio Riccardi (basso) e Andrea Di Stefano (batteria) e mostrano con brani come KGB is dead, Go go Gagarin e Transiberian che il tema voluto e cercato è una variazione azzeccata sui tempi certamente un po’ monotoni che di solito si accompagnano al genere scelto. Ma la grande energia e il fluire di una rabbia al limite della violenza fisica alzano il livello di tutto il lavoro. Siete incazzati e vi viene da bestemmiare in russo? Mettete nel lettore o nelle cuffie questo disco e date libero sfogo ai vostri sensi.




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