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Kylesa – Spiral Shadow

Kylesa – Spiral Shadow
2010 - Season Of Mist
metal/alternative

Tracklist

    1.Tired Climb
    2.Cheating Synergy
    3.Drop Out
    4.Crowded Road
    5.Don't Look Back
    6.Distance Closing In
    7.To Forget
    8.Forsaken
    9.Spiral Shadow
    10.Back And Forth
    11.Dust

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Immaginate di ritrovarvi davanti ad un vetro in frantumi. Ogni singolo frammento è diverso dall’altro, ma tutti facenti parte dell’intero.
Questo è il nuovo e quarto album  dei georgiani Kylesa. Undici brani che si evolvono in un escalation di sensazioni.

La prima cosa che salta subito all’orecchio è una produzione decisamente migliore rispetto ai lavori precedenti con una cura maggiore dei suoni. Forse risulta un po’ patinata, ma non disturba e compromette l’ascolto.
Si comincia con Tired climb, una dichiarazione d’intenti inserita in due parentesi strumentali.
Voci urlate e filtrate che aprono a cori angelici della giunonica Laura e chitarre apocalittiche.
Con Cheating Synergy è difficile tenere la testa ferma e non lasciarsi travolgere da un headbanging sfrenato.
Non fa in tempo a finire il pezzo, che parte Drop out dai tratti cadenzati e falsamente meditativi.
Crowded road, è tutto tranne che una “strada affollata”. Qui, come anche in Distance closing in e To forget, si sente il deserto caldo, secco e polveroso tanto caro ai Kyuss, nutrito da visioni shamaniche.
Non so perchè e non me ne vogliano i Kylesa, ma in Don’t look back, a tratti, ho la sensazione di sentire quei arpeggi emo-punk di matrice Revelation Records.
Arriviamo così alla title track Spiral shadow, che fonde in maniera eccelsa sonorità stoner di casa Fu Manchu a  fraseggi di pinkfloydiana memoria.
Ma le sorprese non sono finite… questo disco stupisce traccia dopo traccia. Back and forth se la si ascolta senza sapere chi sia il gruppo, si può tranquillamente associarla ai Sonic Youth in versione metal … e anche Dust, che chiude l’album, con un ritornello decadente e gotico, potrebbe essere tranquillamente un pezzo suonato dagli Smashing Pumpkins.

Spiral shadow, con le sue contaminazioni, riesce a dare altra linfa ad un genere (il metal) che continuamente viene dato per morto, ma che come una fenice risorge dalle ceneri dei propri maestri. E’ un buon candidato a diventare uno dei migliori dischi “metal” del 2010.

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