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Antony And The Johnsons – Swanslights

2010 - Secretly Canadian
songwriter

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Tracklist

1. Everything Is New
2. The Great White Ocean
3. Ghost
4. I'm In Love
5. Violetta
6. Swanlights
7. The Spirit Was Gone
8. Thank You For Your Love
9. Fletta
10. Salt Silver Oxygen
11. Christina's Farm

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Il poliedrico artista newyorchese torna ad accarezzare le orecchie di colore che si erano dimenticati l’intensità della sua voce. Lo fa con un quarto album che cerca di stare al passo con il precedente e stupendo “The Cryin Light” e lo fa ampliando i contrasti con il passato, spinto da un rinnovato vigore musicale fatto di eterea luce e colori.

Sì perché Swanlights non ha niente in comune con i precedenti. È vero, non sempre riesce a toccare vette di emozione come con Epilepsy Is Dancing e, anche le tracce un pochino più ritmate non vanno oltre il pianoforte vivace di Kiss My Name.
Ma è nella differenza che Antony riesce a vincere ancora una volta: forte di una voce enfatica e pura che è ormai da anni la sua arma migliore, l’uomo con la voce di un angelo ricama affreschi musicali di straordinaria forza.
Lo fa passando con una first track (Everything Is New) che lascia l’acquolina in bocca e la voglia di procedere con l’ascolto; così, leggeri come l’aria si passa per armonie vivaci  e giochi di note suggerite dall’eco di un vecchio soul (Thank You For Your Love) fino a tracce più orchestrali e potenti (Christina’s Farm).
Ma è la forza delle sensazioni e delle emozioni che regna, ancora una volta, nella voce di Antony.
Emozioni suggerite dalle sfumature negli arrangiamenti o dalla semplicità del solo piano e voce, lezione lasciata in eredità appunto dal precedente lavoro. Emozioni donate in prestito alla voce di Björk per duetti in islandese (Fletta) e dai colori che vestono le melodie del tempo da fiaba di Salt Silver Oxygen.Ma non si prendano queste buone parole come legge. Senza alcun dubbio Swanlights è un album apprezzabile, che regala piacere a chi non ha mai ascoltato l’artista americano e convince chi era già avvezzo alle sue corde, ma non riesce ad andare oltre un vago senso di incompiutezza che permea la tracklist, tra canzoni che sembrano ancora a una fase embrionale e altre che invidiano quell’espressività e quella immediatezza dei precedenti lavori.

Questo è il massimo, non me la sento di aggiungere altro di ‘negativo’, per il semplice fatto che anche se non è un disco eccezionale come altri, è comunque un disco di Antony and the Johnsons.
E per il sottoscritto, quando si parla di questo artista, bisogna solo sedersi, stare zitti e ascoltare la poesia della musica in una delle sue più alte esecuzioni.

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