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Impaled Nazarene – Road To The Octagon

2010 - Osmose Production
black/metal

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Tracklist

1. Enlightenment Process
2. The Day Of Reckoning
3. Corpses
4. Under Attack
5. Tentacles Of The Octagon
6. Reflect On This
7. Convulsing Uncontrollably
8. Cult Of The Goat
9. Gag Reflex
10 The Plan
11 Silent And Violent Type
12 Execute Tapeworm Extermination
13 Rhetoric Infernal

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Ed ecco di nuovo gli anarchici finlandesi, gli Impaled Nazarene, che, con l’ormai consueta prolificità che li contraddistigue, sfornano un nuovo disco (l’undicesimo), a nome Road to the octagon, in cui viene condensata la loro abituale ricetta, a base di black, thrash, death, grind, hardcore, il tutto in proporzioni variabili, da dosare secondo l’evenienza.

Per chi non lo sapesse stiamo parlando di una band divenuta ormai un’istituzione, nel ristretto panorama extreme metal europeo, vuoi per la lunga militanza sulla scena (l’anno di fondazione è il lontano 1990), vuoi per l’effettivo valore della loro proposta, capace come poche altre di interessare e appassionare un pubblico quanto mai trasversale. Durante la loro carriera i finnici hanno più volte cambiato pelle e attitudine, privilegiando ora il lato più metal, ora quello più punk, sia a livello stilistico, sia a livello tematico. Il loro mondo concettuale è infatti un bizzarro melting-pot di guerra nucleare, satanismo, sesso e caproni. Road to the octagon prosegue appunto sulla linea degli ultimi Pro patria Finlandia (2006) e Manifest (2007) colmando con 13 nuovi brani il silenzio discografico di tre anni, e lo fa con la consueta violenza e aggressività, sin dal singolo/opener Enlightenment Process, che ci mostra una band in piena forma, a discapito dei vent’anni di scorrerie già trascorsi, e totalmente concentrata nell’offrire brani come sempre caustici, veloci, rabbiosi e sempre irriverenti. Mika Luttinen, folle front-man da sempre con la band, si conferma come un’ottima ugola estrema, capace di graffianti performance senza cedimenti, e malgrado il fantasioso bassista Taneli Jarva non sia più della partita da anni, i vari musicisti succedutisi negli anni (fra cui anche il prestigioso Alexi Laiho) hanno sempre portato alta la bandiera e il sound della band.
L’anarchia e l’ironia sono da sempre i connotati che distinguono gli Impaled Nazarene nel serioso marasma metallico, ed è proprio in quest’ottica che va letta l’attitudine eccessiva e parossistica di questo lotto di canzoni, tese come schegge impazzite (in cui è palese l’influenza di certo punk/HC), su tutte la breve Tentacles of the Octagon. Come in tutti i loro album non manca la canzone dedicata al caprone, in questo caso la sulfurea Cult of the goat, segno di una continuità col passato, carico di validi brani. Personalmente li apprezzo di più quando sono più punk, o più Motorhead, ma anche in queste vesti metalliche sono comunque superiore alla stragrande maggioranza delle nuove band estreme in circolazione.

Danno sempre l’idea di divertirsi e di giocare a fare i cattivi, e questa sensazione impagabile rende divertente la loro musica anche per chi l’ascolta. Dunque, niente di nuovo sotto il sole, questo è chiaro, ma una piacevole conferma di vitalità e validità per dei veterani della guerriglia sonora.

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