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Kanye West – My Beautiful Dark Twisted Fantasy

2010 - Roc-a-fella, Dej Jam
hip hop

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Kanye West è un coglione, uno stronzo, un insensibile, uno a cui il successo ha dato alla testa, un tamarro senza precedenti, un egocentrico patologico, uno schizzato con manie di protagonismo e deliri d’onnipotenza, un coatto più d’Er Piotta, più di una Lamborghini arancione, più dei suoi denti placcati d’oro, un avido bambino viziato e mai o mal cresciuto.

Bene, elencati con premura questi pregiudizi più o meno veritieri, la sola cosa che conta è che Kanye West è un artista brillante e illuminato come pochi altri nel suo genere e che “My Beautiful Dark Twisted Fantasy” mira ad essere un capolavoro assoluto in ambito hip-hop e non solo.
Il perchè, al di là di facili entusiasmi, al di là del 10 (comprato o no, poco ci importa) su Pitchfork, è presto detto: è un lavoro che si erge trionfale al di sopra di una scena inerme, divorata e risputata fuori senz’anima dallo Zio Sam Mtv, in un tentativo magistralmente riuscito di recuperare tutto il meglio dell’attuale scena pop americana.
E non è certo un caso che le ospitate spazino da promesse neo-folk (Bon Iver) a stelline r’n’b (Rihanna), da leggende rap (Jay-Z) a principesse del soul (Alicia Keys). Il meglio, tanto per intenderci, il meglio di cui Kanye West ama circondarsi, e che si tratti di auto di lusso, abbigliamento alla moda, ville megagalattiche o artisti impeccabili, cambia poco.
“My Beautiful Dark Twisted Fantasy” è pura e semplice ricerca del bello, curiosa sperimentazione di limiti propri e altrui. É un lavoro corale, di cui West dirige la trama senza mai perderne il filo logico, con incredibile padronanza dei propri mezzi e imprevedibile potenza visionaria.
É un disco fatto di matrimoni impossibili, come quello tra gli esperimenti alla Bjork di “All Of The Lights” e la caustica vomitata rap di “So Appalled”, una girandola di pezzi grossi su di una apocalittica base elettronica in stile cLOUDDEAD. O come tra il suadente trip-soul di “Devil In A New Dress”, il minimalismo distorto al crepuscolo elettronico di “Runaway” e le fiondate cyber-punk di “Hell Of A Life”, una sorta di sguardo ipnotico sul futuro dell’industrial.

Non è certo una rivoluzione, non è certo l’epifania che Kanye West promette ad ogni disco. Ma quando tamarrate e americanate varie diventano lucido crossover, quando suonano intense e perfette come mai prima, allora sì, “My Beautiful Dark Twisted Fantasy” è davvero qualcosa di così grande da passare sopra tutto ciò che di Kanye West non ci piace, i denti d’oro, il suo fare da bulletto, il suo aver venduto l’anima al diavolo. Un diavolo che suona libero, luminoso e geniale come non mai.

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