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Interviste

Intervista a EDDA

Dopo aver sudato le proverbiali sette camicie, attraverso Walter Somà (che ringrazio qui, pubblicamente), coautore di molte canzoni contenute in “Semper biot“, debutto solista di Edda, sono riuscito a contattare l’ex frontman dei Ritmo Tribale che attraverso un botta e risposta agile e velocissimo, si conferma un personaggio fuori dal comune, di poche parole ma autoironico, sincero e introverso come le sue canzoni. Una chiacchierata che tocca il suo debutto “Semper biot”, il suo passato nei Ritmo Tribale e le sue vicende personali.

Intervista a cura di Enzo Curelli.

Ad un anno di distanza dall’uscita di “Semper biot”, hai voglia di fare un piccolo bilancio di vita e di quell'”esperienza”? Gioie, delusioni, aspettative, rimorsi…
Proprio oggi mi sono messo a suonare il disco con l’ I phone e mi è piaciuto molto. Semplice ma vero. Vorrei fare ancora un disco così, ma non è facile… anche se non capisco il perchè..

Pochi mesi fa è stata assegnata la targa  Tenco 2010 alla migliore opera prima(per la cronaca, vinta da Piero Sidoti, non senza qualche strascico di polemica), Semper biot si è classificato terzo, un buon risultato nonostante tutto…?
Sì, sono contento, anche perchè prima di me c’è quel bel figone della Nina Zilli!

La canzone “Milano” può essere considerata una  piccola biografia in musica dei tuoi ultimi anni. Dopo un anno dalla sua pubblicazione aggiungeresti qualcosa di vita vissuta al testo?
No niente… è sempre il solito tram tram!

La singolarità dell’individuo, il difficile rapporto con le persone che ci circondano o con la persona che si ama, sono spesso presenti nei testi. Tutto autobiografico? E’ un qualcosa che vuoi esorcizzare con la musica?
Tutto vero. Ho dei rapporti interpersonali proprio di merda. É una qualità che mi riconosco, sopratttutto con le donne che non capiscono che le amo tuttte.

La canzone “Per Semper Biot” ha alcune strofe in dialetto e mi ha ricordato alcune cose di Davide Van De Sfroos…lo conosci? Ti piacerebbe fare un intero album dialettale?
Tutti lo conosciamo, soprattuttto qui al nord. Non saprei fare un album in dialettto… mi ricordo solo poche parole che dicevano le mie nonne.

In questa tua rinascita artistica, un ruolo importante l’ha avuto Walter Somà, con cui hai scritto la maggioranza dei testi. Come vi siete conosciuti?
Quel pezzo d’asino era il mio operatore della comunità dove sono stato per tanti anni. Sarei potuto guarire prima, ma lui aveva un sacco di problemi e io ho dovuto seguirlo per sei lunghi anni. Tuttto inutile, comunque, visto che dopo la mia dipartita lui è ricaduto nel baratro surreale della sua vita.

E’ vero che avete scritto già altro materiale per un futuro disco? Puoi già dare qualche anticipazione?
Qui tocchiamo un punto dolente… il nuovo disco. Sì, ci sarebbe, ma al momento è tutto un po’ per aria e forse non succederà niente. Vedremo…

“In Orbita” è il mini cd live uscito quest’anno e registrato a Radio Capodistria…sapevi della sua pubblicazione o è stata una sorpresa anche per te?
E’ stata una sorpresa che sia uscito, visto che  a causa di un piccolo  equivoco sembrava che tutto finisse a puttane. Ma ce  l ‘abbiamo fatta e ringrazio TUTTI.

Perchè la cover di “Suprema” di Moltheni?
Per me lui è un Dio e volevo indegnamente omaggiarlo.

Ti sei mai chiesto perchè un gruppo come i Ritmo Tribale, ha solamente sfiorato il grande successo, ma in definitiva è rimasto un gruppo di culto?
Sì,  posso dirti con certezza che il cantante era una merda… e via lui… è andato tuttto bene!

Che Edda rivedi in quel ragazzo dai capelli lunghi e la gonna, che si dimenava sopra un palco?
Sarò breve: un coglione fatto e finito.

La tua amicizia con gli altri componenti dei Tribali, non è mai venuta a mancare, ora alcuni di loro sono impegnati nel nuovo progetto NO GURU. Hai ascoltato l’album? Cosa ne pensi?
Un album davvero bello,  da cui tutti possono imparare.

Cosa dici a tutti i fans “tribali” che sognano di rivedervi sopra ad un palco insieme…
Solo per soldi lo farei, ma sono già ricco e quindi viene a mancare la motivazione principale. Poi, ormai, sono sordo e vecchio, non potrei piu resistere al frastuono.

Durante la tua assenza dalla musica, su di te è stato detto tutto e il contrario di tutto. A te arrivavano certe voci?
Nesssuna… ero troppo occupato a NON vivere.

Hai consigli da dare a chi, come te, vive o ha vissuto “l’esperienza” di una comunità…
State lontani da Walter Somà, è lui il vero malato. No, seriamente, per quei poveri sventurati che stanno cercando di smettere di drogarsi direi… trovatevi un posto dove potete sopravvivere… e poi, se ce la fate, piano piano tutto si può ricostruire…forse…

Spesso, ripeti che vorresti scappare dall’Italia (…e in questo periodo non sei il solo, credimi…). La tua motivazione?
Non passa giorno che non mi senta una merda proprio perchè sono ancora qui. Questo è un paese giusto per molti, ma non per me… ma solo perchè mi appartiene e io non ho molta stima di me stesso.

Riesci ancora a conciliare il tuo lavoro nella ditta di ponteggi con la musica, che è ritornata a far parte della tua vita? Quando non lavori e suoni…come passi le tue ore?
E’ un incubo… vorrei tanto guidare i pulman. Odio questo lavoro e la maggior parte dei miei colleghi!

Cosa hai provato dopo anni di assenza dal palco, ritornando a suonare per altre persone? Com’è il tuo rapporto con il pubblico?
Vorrei essere bello come Gabriel Garko per rispetto per i loro occhi.

Se ti dico Hare Krishna…
Dici una cosa bella. Forse  l’unica cosa vera che ho trovato…però, ancora, non c’ho capito una minchia!

Se ti dico “Meglio bruciarsi subito che arrugginire lentamente” (Neil Young)
Beh, il vecchio Neil oggi  ha il triplo mento, le guance ribizze da avinazzato e ha fatto un disco di merda. Però sempre meglio di me sarà…

Se ti dico Internet…
YOU PORN. Mi ammazzo ancora di seghe alla mia tenera età!!!

a cura di Enzo Curelli


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