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VERDENA – Apartaménto Hoffman, Conegliano (TV), 20 gennaio 2011

Un secret show annunciato pochi giorni prima e senza dichiarare il nome della band che suonava. Ma è troppo tardi: tutti sanno di chi è “Wow”, e quindi il locale si riempie oltre le sue capacità. Sì, perché l’Apartaménto Hoffman è un bel locale, adatto ad atmosfere intime, concerti acustici o qualche trovata underground, ma andare a stipare 400 persone in uno spazio che ne contiene 80 di cui 40 non vedono il concerto perché il palco è praticamente interrato forse è stata una scelta “un po’ troppo” azzardata.

Detto questo, analizziamo la serata. I tre bergamaschi arrivano, con il quarto uomo proveniente dalla sua esperienza con il “vincitore morale” di X Factor Nevruz (che suona più del previsto), per circa 90 minuti di concerto che spolvera quasi tutto il disco nuovo, senza risparmiarsi qualche sporadica capatina dentro Requiem (“Canos”, “Non Prendere l’Acme, Eugenio” e “Muori Delay”, le ultime due eseguite magistralmente, la prima con qualche piccolo qui pro quo strumentale).
Le nuove canzoni in concerto rendono benissimo, forse complice una varietà di sound che trova terreno fertile nei live: un problema forse sorge, e cioè l’apprezzamento del pubblico. La critica ha già dimostrato di trovare “Wow” perfetto sotto ogni punto di vista, dichiarandolo già disco dell’anno o comunque una piccola perla, mentre il pubblico si divide, e le performance dei Verdena con questo esagerato numero di brani al piano che presentano un’atmosfera più soffice, spaccheranno l’opinione degli ascoltatori nella stessa maniera.
In realtà, bisogna ammettere che le canzoni nuove rendono ancora meglio dei pezzi di Requiem e Il Suicidio del Samurai, fiore all’occhiello della produzione verdeniana, e in particolare quelle più lente, suonate con una furia incredibile soprattutto da Roberta e Luca, hanno una resa che non si può definire se non altro che con il termine “aggressiva”. Fiumi di delay, poche distorsioni, tantissimi cambi di tempo che comunque si riconducono ad un set molto limitato di “mosse” alla batteria, e tante canzoni dal nuovo disco (praticamente tutto). Le migliori? Facile, “Scegli Me”, in apertura, “Loniterp”, semplicemente brutale, “Attonito” e “Badea Blues”.  Strumentalmente perfette, creando anche un’atmosfera contemporaneamente tesa e rilassata, riescono a proporre un set incredibilmente vasto, vario e, in sintesi, il concerto definitivo dei Verdena. Mancano all’appello i brani più blasonati, ma qualche sorpresa dai vecchi dischi (ad esempio “Onan”, oppure “Centrifuga”), ci sarebbe stata benissimo, no?

Il volume estremamente alto dentro il nuovo fiore all’occhiello della live music coneglianese si rende complice dell’ottima riuscita della performance, nonostante il rintronamento che naturalmente ne deriva. Il fonico fa comunque un ottimo lavoro, garantendo il sound perfetto.
Per definirlo ricorreremo, infine, all’etichetta full immersion, nella musica dei lombardi e anche nel sudore dei presenti.

a cura di Emanuele Brizzante

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