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Tre Allegri Ragazzi Morti – Primitivi Del Dub

2010 - La Tempesta Dischi
reggae/dub/alternative/remix

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Tracklist

1.La dubbata delle ossa (feat. Andrew-I)
2.Childhood Dub
2.Righteous Dub
3.Re-Make Dub (Djibouti Session)
4.Moon Dub
5.Codalunga Space Echo Invaders Remix Dub
6.Gianni Boy Raw (feat. Rankin’ Alpha)
7.Mina Dub
8.La cattedrale del dub (feat. Mama Marjas)
9.La rivolta dell’avvocato
10.Primitivi del dub

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Piatte, modellate ombre al muro. Liquido, diesel infiammabile. Mina e Codalunga. Volano sul mondo alieno. Mina, e gli occhi storti. Il dente di ferro. I campi deturpati. L’occhio nero e la matita blu. E’ reggae. E’ un sound chitarra e carezze. Martella, come bacchetta sul legno. Tum pa pa. Allegri. Tre, gli allegri. Allegri ragazzi morti. Muiono, col sorriso sulle labbra. Con le ossa attaccate alla carne. Il mangime dei corvi. Volano di notte. Sudici, come millepiedi. Odono, l’odore dei grilli. Sterminati, dagli umani. Formiche, assassinate dai bipedi. Senza, cuore. Senza senno. E’ un ultimo campo di girasoli. I primitivi del dub. Ritornello, che gira muto. Di parole. Muto. Di suoni, corde vocali. E’ dub. Stereo e suono. Il ritorno dei Tarm. Nascosti, dietro maschere di polistirolo. Bruna, la faccia della luna. Lo sfondo, sul volto di Codalunga. Non si vede spesso. Parte per ogni universo. E’ mucchio di polvere. Partorisce, dai sogni in sfracelo. Paradiso e Inferno dentro. L’anima. Sei il mio sublime. Sono la tua poesia. Umani, primitivi vestiti da scemi. Siete, contagio. Un bicchiere di prosecco. Rauca, voce. Il rantolo di cane. Misto ad aria, pensiero. Tum pa pa. Triste ed allegro insieme. Battito di tempo. Elettrocardiogramma. Dillo, a tutti. L’amore. Il principe in bicicletta. L’infanzia negata. Il primitivo, che piange. Soffia, sulla pietra. E’ fuoco. E’ cavernicolo, pensiero. Questo mondo piatto. Si scioglie. Come tempera, sulla carta straccia. E’ ghiaccio, che muore. E’ fiume, che si strozza. Primitivo, del futuro. Primitivo, nel passato. Dormivi, sulla paglia. Gelavi, di solitudine. Primitivo, del futuro. Dormi, ovattato e comodo. Uccidi, le bestie. Inquini, l’anima del mondo. Pasto, degli squali. Faccia, alla luna. Triste, quando il sole amoreggia con la nuvola. Primitivo, accessoriato. Libero di crederci. Sei, il reato dell’amore. Clinica di ogni abbandono. La memoria del mondo. Esplode, senza ritorno. Primitivo del futuro. Zombie, che canta. Campa, mostro. Ti riempi, di elio. Distorto, come auto che impanna. Zombie, cammini e parli insieme. Hai mai provato una chitarra? Cannibale, affamato. Affezione, umana. Il morso, che lascia la rabbia. Infimo. L’esilio, di talpe e topi. Impiccagione, della bellezza. Appartiene, al creato. Gigante, in bilico. Un disco danza. Un disco eclettico, suono libero. E’ donna, rap al femminile, gola. E’ uomo, il suono dello strumento. Il disco, del tormento. Da urlarci dentro ed in superficie. Scheggia, sulla mano. Radio,il parallelo. E potremmo far a meno delle orecchie, se non esistesse la musica.

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