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The Veils – Troubles Of The Brain

2011 - Rough Trade
rock/alternative/indie

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Tracklist

1. Bloom
2. Don’t Let the Same Bee Sting You Twice
3. The Stars Came Out Once the Lights Went Out
4. The Wishbone
5. Grey Lynn Park
6. Us Godless Teenagers
7. Iodine and Iron

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EP di ritorno per The Veils, britannici/neozelandesi fin dai primi anni 2000 tra i più validi e credibili interpreti dell’indie rock contemporaneo. Il gruppo guidato da Finn Andrews, dopo l’ottimo e fortunato terzo album “Sun gangs” (2009) è di nuovo sulle scene con un lavoro sulla media distanza, sei tracce inedite più la già sentita “Iodine and Iron”. La direzione musicale di questo “Troubles of the brain” (citazione shakespeariana dal Macbeth) è sempre quella a cui Andrews ci ha ormai abituato: un rock/pop di sostanza, di matrice indipendente, e con punti di riferimento piuttosto precisi nell’operato di Jeff Buckley, Suede, il primo Waits, Nick Cave, tutti a buon diritto nel gotha della musica d’autore contemporanea.

L’operazione di personale sintesi artistica dei Veils ha il pregio di essere connotata da una buona varietà espressiva, che trova il suo compimento in brani più intimisti e minimalisti, dal sapore triste e amaro, ma anche in canzoni solari, ritmate, ricche di melodie decisamente poppeggianti.
Nel dettaglio l’EP si divide abbastanza nettamente fra un lotto di brani appartenenti a quest’ultimo modo di intendere la propria musica (da “Bloom” a “The Wishbone”), convincenti nell’interpretare quella lunga tradizione del pop/rock che, dai Beatles in avanti, continua a infondere di linfa artistica la convenzionale e consueta forma/canzone. In questo senso “Don’t Let the Same Bee Sting You Twice” in odore di un certo Marc Bolan e la seguente, frizzante “The Stars Came Out Once the Lights Went Out” funzionano davvero bene, guidate dalla piacevole voce di Andrews e da una sezione ritmica semplice ma comunque coinvolgente.
Le restanti canzoni esplorano invece i territori più umbratili della sensibilità del gruppo, quelli che, a partire dal vecchio singolo “Lavinia”, ci consegnano brani melanconici e sofferti, che qui rispondono al nome di “Us Godless Teenagers” e “Iodine and Iron”.

In un mercato discografico che ci ha abituato a EP solitamente di scarso spessore artistico, poco più che riempitivi o uscite strumentali per piazzare b-sides, i The Veils ci consegnano invece un mini-album vero e proprio, dalla precisa identità, che fa apprezzare come il precorso di affinamento nel song-writing del gruppo sia tutt’altro che concluso.
Un nuovo tassello in una discografia dall’indubbio valore.

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