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Il Venerdì

Il Venerdì di ImpattoSonoro #16: Ma io che ci faccio qui a Sanremo?

Si interroga, e continuerà a interrogarsi, questa dubbiosa rubrica dedicata fondamentalmente al nulla. Perchè dopo una settimana e più di fatica, abbiamo bisogno di oziare, parlare di cose di cui parleremmo in un qualsiasi bar sport globale, o seduti su una panchina tra una trentina d’anni, ma più probabilmente anche prima. Oggi si parla di Festival di Sanremo e bei ricordi. A cura di Fabio Gallato e Vincenzo Lombino.

L’abbiamo ribadito più volte: il festival di Sanremo è un’istituzione irrinunciabile, probabilmente immortale, specchio, ormai un po’ sbiadito, della produzione culturale popolare italiana.
E lo è per tutti.
Anche se a volte qualcuno ci si trova per sbaglio e ci regala perle indescrivibili e immortali.
Abbiamo cercato di raccogliere le migliori, consci che la nostra memoria storica possa averci tradito da un momento all’altro.

Statuto – Abbiamo Vinto Il Festival Di Sanremo (1992)
Giuliano Palma gli fa una sega. Geniale come poche altre partecipazioni al Festival.

Quintorigo – Rospo (1999)
Difficile da ingoiare. Giusto per essere originali. É probabilmente la performance più pazzesca mai vista sul palco del teatro Ariston.

Bluvertigo – L’Assenzio (2001)
Cosa ci faceva a SanRemo Morgan ce l’ha spiegato qualche anno dopo. Resta il fatto che vederlo slappare a Sanremo conciato come Anna Oxa regalò grosse sensazioni positive.

Niccolò Fabi – Capelli (1997)
Molti anni dopo lo stesso Gianni Morandi si ispirò apertamente a lui in un memorabile duetto con Elio che compensò alla grande l’inutilità di questa canzone comunque meravigliosa.

Decibel – Contessa (1980)
Non sbaglieremmo di tanto se dicessimo che è forse la miglior canzone mai presentata al Festival di Sanremo. E allora lo diciamo.

Max Gazzè – Il Timido Ubriaco (2000)
Canzone bellissima nell’edizione forse migliore degli ultimi 20 anni. Ha una camicia emozionante.

Soerba – Noi Non Ci Capiamo (1999)
Il legame di amicizia che li lega a Morgan e ai Bluvertigo è chiaro. Li capiamo benissimo, anzi, li amiamo.

Elio E Le Storie Tese – La Terra Dei Cachi (1996)
Qualsiasi commento potrebbe risultare superfluo.

Afterhours – Il Paese É Reale (2009)
Partecipazione inaspettata e magnifica, ruffiana o no, poco ci interessa.

Avion Travel – Dormi E Sogna (1998)
Vinsero due anni dopo il festival. Ma se lo meritavano già qui.

Jo Squillo – Balla Italiano (1993)
Incredibile esortazione all’autarchia danzereccia in tempi di crisi economica e politica. Attuale ieri come oggi.

Il Banco Del Mutuo Soccorso – Grande Joe (1985)
Sì, è probabilmente la canzone più brutta del Banco, ma non poteva essere trascurata. E poi non è del tutto vero.

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