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Il Venerdì

Il Venerdì Di ImpattoSonoro #17: noi, che si voleva essere delle rock star. O almeno un dado star.

Innova, e continuerà ad innovare, questa esplosiva rubrica dedicata fondamentalmente al nulla. Perchè dopo una settimana e più di fatica, abbiamo bisogno di oziare, parlare di cose di cui parleremmo in un qualsiasi bar sport globale, o seduti su una panchina tra una trentina d’anni, ma più probabilmente anche prima. Oggi si parla di rutti e rock star. A cura di Vincenzo Lombino e Fabio Gallato.

Il sogno di essere una rock star è il sogno di tutti. Il trend degli ultimi anni ci mostra che è molto più facile arrivarci scopiazzando qua e là che cercando di innovare, di inventare, di stupire. Pensate ai Coldplay, che volevano essere come i Radiohead. Pensate agli Interpol, che volevano essere come i Joy Division. Pensate agli Editors, che volevano essere come gli Interpol. Pensate ai White Lies, che volevano essere come gli Editors. E via dicendo.
Tutta gente a cui piace vincere facile, diciamocelo chiaramente.
Noi invece non ci accontentiamo di fotocopie più o meno sbiadite, e abbiamo voluto regalare questo nostro inutile ed entusiasmante tributo ad una serie di artisti ambiziosi che, a volte con buoni risultati, a volte no, a volte con scarsi mezzi tecnici, a volte con la sola forza dell’ingegno, ha cercato di scrivere pagine nuove nella storia della musica.
E fa male ammettere che i Coldplay, gli Interpol, gli Editors  e i White Lies vari, stravincono per distacco.

Fausto Rossi – Below The Line
Concettualmente l’ultimo disco di Fausto Rossi è assolutamente geniale. Il problema di fondo è che l’abbiamo ascoltato solo io e lui. Consigliato a chi ha un po’ di tempo libero e vuole imparare a sfondare il proprio amplificatore in 9 minuti.

Lili Refrain – Sitio
Lavoro cervellotico, a metà strada tra una band metal e un’opera di Nico. L’atmosfera è funerea e pesante, tanto che ogni momento sembra buono per un sacrificio a Satana. Ma quando quel momento sembra quasi per arrivare, gli occhi si chiudono ele orecchie affrontano inermi un tenero e inspiegabile coro di bambini che cantano Fra’ Martino Campanaro

R.U.N.I. – L’Uomo Che Morisse Due Volte
Figli illegittimi nati da uno scabroso e terrificante rapporto sadomasochista tra Bugo e i Devo, i R.U.N.I. sono fieri produttori di musica che suda, che puzza e che in fondo in fondo incanta alla grande.

OvO – La Saponatrice di Ferrara
Faccio il dj. Una volta ho provato a metter su questo brano, lo credevo un brano perfettamente ballabile, ma dopo qualche secondo, in un delirio di rumoristica priva di una ritmica facilmente deducibile, la dancefloor immobile e sinceramente contrariata mi ha intimato con poca cortesia di tornare ad un rassicurante 4/4. Ho messo i Bloody Beetroots, mi sono vomitato sui piedi e ho capito che in discoteca gli OvO non avrebbero mai avuto successo.

?Alos -Yomi: l’oscura terra dei morti
Piccolo e utile compendio su come non usare i vostri capelli, fatene tesoro.

Penelope Sulla Luna – Third Brain Drain
Tediosi e soporiferi come un’imitazione qualsiasi dei Giardini Di Mirò, recentemente prescritti in alternativa al Lexodan, risultano perfetti per dimenticare, per sempre, i fastidi di una giornata storta.

Laghetto – Ninja Core
Quella dei laghetto non è musica, ma piuttosto una lotta francamente impari tra il cantante che cerca in tutti i modi di far capire ciò che sta urlando, e gli altri membri del gruppo che per scherzo lo sovrastano con rumori assordanti. Ci mancano da morire.

Nick Mason – Can’t Get My Motor To Start, Nick Mason
Tra gli album solisti dei vari membri Pink Floyd quello di Nick Mason è il lavoro più elegante in assoluto. Purtroppo però l’unico legame tra questo album e Nick Mason è il nome in copertina

Igorrr – Brutal Swing
Igorrr è uno dei nuovi pilastri del breakcore. Grazie al suo passato in un gruppo brutal (i Whourkr), ha portato il brutal verso ambienti più danzerecci, permettendo ad orde di satanisti incalliti di ballare lo swing e sgozzare agnelli contemporaneamente e in vera allegria.

Chrome – Zombie Warfare (Can’t Let You Down)
Come scrivere una fetta importante della storia della musica ed essere molto meno famosi dell’omonimo browser.

Bonzo Dog Doo Dah Band – Canyons Of Your Mind
Credevano di poter portare la musica pop verso l’avanguardia, e forse ce l’hanno fatta davvero. Si fossero messi in testa di inventare il punk avrebbero fatto faville e il mondo oggi sarebbe diverso. Questa esibizione termina con un rutto in Do bemolle.




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