Cosa può offrire un freddo ed umido sabato sera nella valle dell’Aniene di così accattivante per convincere me ed una moltitudine di persone ad abbandonare il divano e precipitarsi fuori di casa?
La risposta non è banale, ma è una confidenza che vi regalo di cuore.
A scuotere decisamente gli animi ci hanno pensato i Surgery con la loro esibizione live al Dissesto Musicale (noto locale di musica live dell’area della provincia romana). Non è la prima volta che mi trovo ad assistere ad un loro “spettacolo” -spettacolo, virgolette a parte, è decisamente il termine più adatto per descrivere quello che ci troviamo davanti- dal vivo e, nonostante questo, non riesco che a trovarli strepitosi di volta in volta.
Il pubblico è in uno stato d’agitazione e impazienza già parecchio tempo prima che le luci si spengano e che finalmente si senta lo stridere impetuoso di “valvole synthetiche” che annuncia l’inizio di Barracuda.
Da questo punto in poi l’impressione che si ha è quella di trovarsi in un vortice, trascinati senza alcuna pausa e senza la possibilità di riprendere fiato (abbiamo o non abbiamo deciso di abbandonare il divano per “sentirci vivi”?) tra la chitarra di
Dario, il basso di Daniele e la consolle di Matteo, intrappolati nella fitta ragnatela di testi taglienti e cinici che viene sparata senza indugio dalle grandi voci di Daniele e Cristina.
Non se ne vorrebbe più essere liberati e me ne accorgo quando scorgo tutti -davvero tutti, anche una bimba che avrà avuto all’incirca 5 anni presente in prima fila!- muoversi al ritmo dei battiti di cassa con gli sguardi fissi sul palco, ipnotizzati dai costumi estremi e dalla muraglia di suoni, mentre scorrono uno ad uno i pezzi celebri: Stupida Estate, Lamette, Elettroshock, L’erba Cattiva, Morituri te salutant e il loro ultimo “internazionale” brano Habitat.
I Surgery si sentono a casa (il locale è intimo e il pubblico è pieno dei loro più fidati sostenitori) e si percepisce nell’aria: la fine del concerto è uno scroscio di applausi che intende abbracciare e ringraziare sia loro, dal palco, sia tutti i presenti, accaldati ed esausti ma già nuovamente desidorosi di rincontrarsi per la prossima data ancora in programmazione.
Ah… la confidenza che non potevo lasciarmi sfuggire e che vi avevo promesso: non fatevi mancare almeno un’occasione per ascoltarli dal vivo, almeno una.
a cura di Silvia Cerri
Discussione
Nessun commento for “[PhotoReportage] SURGERY – Dissesto Musicale, Roma, 26 febbraio 2011”
Scrivi un commento