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[PhotoReportage] SURGERY – Dissesto Musicale, Roma, 26 febbraio 2011

Cosa può offrire un freddo ed umido sabato sera nella valle dell’Aniene di così accattivante per convincere me ed una moltitudine di persone ad abbandonare il divano e precipitarsi fuori di casa?
La risposta non è banale, ma è una confidenza che vi regalo di cuore.

A scuotere decisamente gli animi ci hanno pensato i Surgery con la loro esibizione live al Dissesto Musicale (noto locale di musica live dell’area della provincia romana). Non è la prima volta che mi trovo ad assistere ad un loro “spettacolo” -spettacolo, virgolette a parte, è decisamente il termine più adatto per descrivere quello che ci troviamo davanti- dal vivo e, nonostante questo, non riesco che a trovarli strepitosi di volta in volta.

Il pubblico è in uno stato d’agitazione e impazienza già parecchio tempo prima che le luci si spengano e che finalmente si senta lo stridere impetuoso di “valvole synthetiche” che annuncia l’inizio di Barracuda.
Da questo punto in poi l’impressione che si ha è quella di trovarsi in un vortice, trascinati senza alcuna pausa e senza la possibilità di riprendere fiato (abbiamo o non abbiamo deciso di abbandonare il divano per “sentirci vivi”?) tra la chitarra di

Dario, il basso di Daniele e la consolle di Matteo, intrappolati nella fitta ragnatela di testi taglienti e cinici che viene sparata senza indugio dalle grandi voci di Daniele e Cristina.
Non se ne vorrebbe più essere liberati e me ne accorgo quando scorgo tutti -davvero tutti, anche una bimba che avrà avuto all’incirca 5 anni presente in prima fila!- muoversi al ritmo dei battiti di cassa con gli sguardi fissi sul palco, ipnotizzati dai costumi estremi e dalla muraglia di suoni, mentre scorrono uno ad uno i pezzi celebri: Stupida Estate, Lamette, Elettroshock, L’erba Cattiva, Morituri te salutant e il loro ultimo “internazionale” brano Habitat.

I Surgery si sentono a casa (il locale è intimo e il pubblico è pieno dei loro più fidati sostenitori) e si percepisce nell’aria: la fine del concerto è uno scroscio di applausi che intende abbracciare e ringraziare sia loro, dal palco, sia tutti i presenti, accaldati ed esausti ma già nuovamente desidorosi di rincontrarsi per la prossima data ancora in programmazione.
Ah… la confidenza che non potevo lasciarmi sfuggire e che vi avevo promesso: non fatevi mancare almeno un’occasione per ascoltarli dal vivo, almeno una.

a cura di Silvia Cerri

www.surgerycaos.com

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=XWijNZ6f0qU[/youtube]


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