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Cesare Basile – Sette Pietre Per Tenere A Bada Il Diavolo

2011 - Urtovox
rock/blues/alternative

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Tracklist

1. L'ordine del sorvegliante
2. Il sogno della vipera
3. L'impiccata
4. Strofe della guaritrice
5. E alavò
6. Elon lan ler
7. Sette spade
8. Lo scroccone di Cioran
9. La Sicilia havi un patruni
10. Questa notte l'amore a Catania

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Sono trascorsi tre anni da “Storia di Caino” e tornare a scrivere di Cesare Basile fa sempre un certo effetto. Il cantautore catanese torna a incidere con la sua poesia cruda e viscerale, indagando l’amore, la vita, la sua terra, la fede, la dignità e la ribellione.

Sette Pietre Per Tenere Il Diavolo A Bada“, uscito l’11 marzo per Urtovox, è un nuovo scrigno di storie e di parole concepito, scritto e prodotto in due anni, dove e quando non importa. Basile è ispirato e racconta, graffia e rapisce come solo lui sa fare. Torna con i suoi stivali polverosi e la sua voce vissuta a narrarci vite e personaggi che indossano il dolore, l’inquietudine, la malattia e la morte. Ma egli non nasconde la speranza, non rinuncia alla guarigione. Sette pietre come sette scongiuri, perchè il diavolo è sempre in agguato. Sono canzoni sanguigne, sofferte e spietate. C’è “l’onore appeso a un gancio di macelleria” e “l’amore è una faccenda troppo delicata” (“L’ordine del sorvegliante”), “i vermi ce li abbiamo dentro tutti e non ce ne accorgiamo, e se non campano i vermi nessuno può campare” (“Strofe della guaritrice”). C’è la Sicilia, terra d’amore e d’odio, “chè la roba concima la roba, mentre i morti si mangiano i morti“, e c’è una ninna nanna alla maniera di Faber (“Elon lan ler”). C’è chi mangia terra e c’è chi mangia pane (“Sette spade”), ed è pur vero che “sono liberi solo i peggiori, che si fanno mezzi poeti e si allenano al giusto ogni giorno disertando le strade della fatalità” (“Lo scroccone di Cioran”). C’è una Sicilia “spopolata, un deserto ogni paese“(“La Sicilia havi un patruni”) e c’è una notte in cui “l’amore a Catania è codardo” (“Questa notte l’amore a Catania”).
Basile prende il blues più notturno e il folk più spettrale e li fa suoi, plasmandoli del sangue e della terra di Sicilia, tra santi, riti e oscuri enigmi. In questo disco si ritrovano le influenze di Leonard Cohen, Nick Cave, Fabrizio De Andrè, ma anche le collaborazioni di artisti quali Rodrigo D’Erasmo, Alessandro Fiori, Roberto Angelini, Roberto Dell’Era, Enrico Gabrielli e tanti altri, compagni di viaggio di un autore che della qualità ne ha fatto sempre una garanzia ,per ogni  sua opera.

Anche stavolta, Basile si conferma cantautore di razza, poeta e narratore capace di coniugare alla perfezione  canzone d’autore e tradizione popolare, senza abbandonare mai il blues del delta. Consigliato!

musicasotterraneawebzine.blogspot.com

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