Menu

Recensioni

Peter, Bjorn and John – Gimme Some

2011 - Cooking Vynil
rock/pop/alternative

Ascolta

Acquista

Tracklist

1. Tomorrow Has To Wait
2. Dig A Little Deeper
3. Second Chance
4. Eyes
5. Breaker Breaker
6. May Seem Macabre
7. Cool Off
8. Black Book
9. Down Like Me
10. Lies
11. I Know You Don’t Love Me

Web

Sito Ufficiale
Facebook

A chi sembra che questo trittico sia solo un’accozzaglia di nomi, sappia che si sta parlando dei genitori di Young Folk’s, singolo estratto dall’acclamato Writer’s Block del 2006 e piazzato in diverse classifiche internazionali fra i migliori successi dell’anno. Gimme Some è il sesto lavoro di Peter, Bjorn and John, registrato nell’incantevole panorama di Malmoe, Svezia, presso la Tamborine Studios. L’artwork, in giusto stile pop art, si presenta come una manona azzurra con tre dita rivolte verso l’alto. Probabilmente dare al record tre pollici up è un po’ eccessivo, ma di certo con questo lavoro il trio svedese riesce a portarsi a casa una falange alzata.

Dopo i tentativi sperimentali di non ampio successo di Living Things (2009), Peter Bjorn and John sembrano aver trovato la via che più si confà alle loro corde. Gimme Some è un album fresco, scanzonato e allegro, ma pur sempre con quell’alone tipico dei paesi nordici che impedisce alle sonorità di scoppiettare entro i temi della fiesta. Per quanto le canzoni incarnino con successo il significato di easy listening, nel complesso non risultano banali o scontate e anche dopo numerosi ascolti si fanno apprezzare. L’album scorre rapido, si susseguono pezzi di lunghezza ben ponderata e ne risulta un lavoro pulito. Chitarra, basso e batteria, l’ensamble è rimasto lo stesso, semplice ma efficace.
Il disco si apre con Tomorrow Has To Wait, pezzo discreto incorniciato dalla ciclicità della batteria e dalla voce di Peter mite e non invasiva. A proiettarci direttamente nel clima estivo e su qualche spiaggia sabbiosa al sole, il coretto ricorsivo di Dig A Little Deeper che si conclude poi in un virtuosismo di bonghi e percussioni. Terza traccia, nonché singolo di lancio, è Second Chance, tra i pezzi migliori dell’album; quattro minuti veramente azzeccati, ritmo veloce e coinvolgente e la predica cinicamente distaccata di Peter a dirci che una seconda possibilità non arriverà mai, nonostante ci si speri.

L’ascolto prosegue e ci si rende conto che con Gimme Some i ragazzi svedesi hanno saputo oltrepassare lo schema classico del pop-rock; da metà album in poi prende avvio uno sfoggio di diversi generi, dal garage rock di Breaker Breaker passando per Lies e chiudendosi in un pezzo nostalgicamente new wave anni ’80: I Know you don’t love me. La chitarra si fa schizofrenica e gli effetti sonori camuffano e sporcano debitamente la voce cristallina di Peter generando un album ricco di sonorità e interessante. Un album di riscatto, da ascoltare.

[vimeo]http://vimeo.com/20299194[/vimeo]

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Altre Recensioni

Close