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Forty Winks – Bow Wow

2011 - Unhip Records/Tannen Records
indie/rock/pop

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Tracklist

1. Beneath Her Feet
2. Meet You At The Bar
3. Mannequins
4. Way Out
5. One Last Round
6. I Feel Dead
7. 63, Fortess Road
8. Dirt In The Creek
9. Outtalove
10. Somersault
11. Whatever
12. Ain’t Good Enough

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Anni 2000. L’onda crescente dell’ ”emo-pop-punk” stava colpendo la nostra penisola. I bolognesi Forty Winks seppero cavalcarla alla grande, sfornando prima “To The Lonely Hearts” e poi  “Sweet Sweet Frenzy”. Cinque anni dopo, tutti ad aspettarsi un’altra bella dose di pop-punk, parte terza, ed invece ecco la sorpresa: un self titled album in cui il gruppo trasmigrava dalle melodie in chiave hardcore punk melodico ad un sound alternative rock più articolato, con arrangiamenti più complessi e ruvidi. Seguirono numerose collaborazioni e un migliaio di live in giro per l’Europa, Stati Uniti e Giappone.

Marzo 2011. Dopo tre anni di silenzio, la formazione bolognese si riaffaccia sulla scena con “Bow Wow”, naturale prosecuzione del cambiamento di rotta intrapreso con il precedente lavoro. Lo stravolgimento dello stile sembra opportunamente ponderato ed offre dei risultati senza dubbio più intereressanti, soprattutto grazie alle capacità di base del quartetto bolognese.
Il disco si lascia scoprire progressivamente e si fa apprezzare poco a poco, anche se si registrano momenti e talvolta interi episodi discutibili, ad esempio la ripetitiva “Beneath Her Feet”.
Scordiamoci i ritmi frenetici di una volta, adesso equilibrati nel mid-tempo e nell’uso di sintetizzatori e tastierine varie (“Mannequins”, “Way Out”, “63, Fortess Road”). Dodici brani in cui si rintracciano generose puntate nel rock ‘n’ roll (Elvis Costello docet), strizzate d’occhio a sonorità puramente britpop, Blur su tutti (“I Feel Dead”, “Outtalove”), contaminazioni elettroniche e noise (“Somersault”, “Whatever”), il tutto impreziosito dalle efficaci linee armoniche del bravo singer Sandro.
Una nuova fase della carriera si è ufficialmente aperta per i Forty Winks, ai quali va riconosciuto il coraggio dell’ennesima svolta in corsa che molti loro colleghi non si sarebbero neanche sognati di fare, considerati i riconoscimenti ottenuti con i precedenti lavori.

Si tratta realmente di rock, ed in questo vestito, i Nostri sembrano trovarcisi parecchio a loro agio.

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