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OvO – Cor Cordium

2011 - SuperNaturalCat
rock/alternative/noise

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Tracklist

1. Lungo Computo
2. Nosferatu
3. Marie
4. Penumbra Y Caos
5. Orcus
6. Smelling Death Around
7. Catacombecatombe
8. La Bestia
9. The Owis Are not what they look like
10. In ogni caso nessun rimorso

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Dopo album interessanti come Crocevia etc. gli OvO mantengono lo status quo.
Per chi non li conoscesse si tratta di una delle band cult del panorama noise\metal italiano.

Una band che ha avuto un contratto con la famosa etichetta Load Records, dedita al noise e alla sperimentazione sonora più estrema. Gli OvO , ovvero il duo Bruno Dorella e Stefania Pedretti (creatrice anche di Alos?) è una macchina da presa\guerra durante le performance live.
Sono stridenti. Alieni. fermi nel loro tempo e spazio. una tribalità mentale che li preserva da qualsiasi influenza. e da qualsiasi possibile tentativo di definizione.
Ora li troviamo con un nuovo LP, preceduto da uno split con i Nadja focalizzato sulla vita degli insetti, e un nuovo cambio di etichetta a favore della Supernatural Cat, la stessa di Ufomammut, Morkobot e fino a qualche tempo fa dei Lento.
Il cambio di etichetta poteva presagire le meglio cose in fin dei conti. Una virata più mentale e psichedelica delle composizioni. Un’evoluzione immaginifica del contesto grafico e concettuale del duo. Un’apertura anche a livello strumentale e compositivo del gruppo.
Al contrario quello che troviamo in questo disco è quello che si oserei definire un esercizio di stile piuttosto inutile.
L’opera in sè accoglie una polverosa geometria di composizioni che ormai sembrano essersi standardizzate all’interno della band. Non si mette, e non metterò mai, in dubbio la capacità strumentale e performativa dei nostri. Tutti gli elementi patologici necessari ci sono. Ma non si è voluto aggiungere nulla di interamente o esplicitamente innovativo rispetto alla strada percorsa finora.
Se composizioni come Penumbra Y Caos o Catacombecatombe mostrano la volontà di penetrare ancora maggiormente ambienti cari a gente come Neurosis, in una dispersione percettiva di drone e cruda ritmica amelodica tendente al noise puro. Voglio anche ricordare The Owls Are Not What They Look Like, bellissimo, seppur breve, esempio di quello che gli OvO potrebbero raggiungere in termini di ricerca sonora: una fusione personale di post-doom, tribale e noise.

Sfortunatamente attorno a questi piccoli feti crescono composizioni standard, di uno stile, come già detto, monumentalizzato. Perfetto nella sua travolgente antiestetica. Seppur soffocanti e sterili. Un passetto falso si permette a chiunque. Continuiamo a voler bene agli OvO.

[soundcloud url=”http://api.soundcloud.com/tracks/10599018″]

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