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[Photo-Reportage]: ZU – Circolo Magnolia, Milano, 16 marzo 2011


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Come orami tutti gli attenti seguaci degli ZU sanno, l’uomo dei tamburi ha deciso di lasciare il gruppo, per dedicarsi ad altri progetti.
Non c’è modo migliore per salutare i fan come quello di organizzare un minitour.
Si preannuncia una serata al vetriolo per palati fini che determinerà la chiusura di un capitolo della band romana.
Aprono lo show i Morkobot. Band in bilico tra metal e sperimentazione. Due bassi, batteria e tanti tanti tanti effetti.
E’ il suono del brodo primordiale, note e ritmi come cellule impazzite che interagiscono tra di loro. il caos ordinato.
Un buon aperitivo per ciò che spetta dopo al pubblico del Magnolia.
Sono passate da poco le 23. E’ ora degli ZU. Salgono sul palco in gan forma.
Nell’aria si respira già un pò di malinconia perchè tutti sappiamo che dopo questo set nulla sarà più come prima.
Ritmi spezzati, frammentati e frammentari. Un muro sonoro che entra e fa vibrare le viscere. Il sax riesce a riprodurre un suono plumbeo e catacombale.
Il basso con un effettistica minimale crea suoni inverosimili, facendo scordare la mancanza di una chitarra, pressoché superflua.
Inutile descrivere il sound che ne viene fuori. E’ come essere alle prese con una matassa ingarbugliatissima di filo. Continui cambi di tempo che alla fine danno a tutto un senso.
Jacopo è in gran forma. Non sembra avere le braccia, ma mille tentacoli che non smettono mai di picchiare sulle pelli. Le bacchette sembrano prolungamenti naturali dei suoi arti.
Non smette di battere, non vuole smettere e nemmeno il pubblico lo vuole.
Un gran concerto e grande finale di capitolo.

a cura di Mario Carina


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