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Winter Dust – Existence

2011 - Autoproduzione
post/hardcore

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Tracklist

1.Nothing new
2.51
3.I was a promising goalkeeper
4.Existence

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Ed è realmente successo! I Winter Dust sono riusciti a limare gli ultimi particolari di questo Existence partorendo una gigantesca macchina dal motore metal.

Il cambio di marcia ottimale avviene a circa un anno e mezzo di distanza da Colours of the post storm e questo lavoro è forse il punto di maturazione perfetta per un gruppo che, a differenza di tantissimi altri che si muovono nel genere, ha appreso immediatamente quali sono le direttive principali per un prodotto genuino; pulizia dei suoni ed incredibile e continuo lavorio delle parti melodiche, soprattutto per quel che riguarda i contrappunti sonori delle tastiere. Riprendendo il discorso più o meno dove si era interrotto, i nostri, danno in pasto al proprio pubblico un piccolissimo assaggio del loro mood incredibilmente melodico, ma tendenzialmente fuori controllo, nelle grandi “sviolinate” di Nothing New, brano di apertura del disco e sunto degli umori della band. La nota di merito da aggiungere dal precedente lavoro, preso come punto di riferimento, è l’accostamento molto azzeccato e assai complesso delle intelaiature delle tastiere, non più mero supporto, ma vero e proprio “brano a parte” che, tuttavia, non si distacca neanche per un istante dall’intera struttura del pezzo. Tastiere che diventano colonne portanti in brani come 51 e I Was A Promising Goalkeeper, questa volta ben sostenute dalla parte ritmica e dalla chitarra solista. Un alto qualitativo, in esperienza, che regala ai Winter Dust le “chiavi della porta” vista la grande versatilità con la quale controllano un verbo spesso e volentieri molto difficile da tenere a bada. Ulteriore prova della grande maturazione del gruppo è la scomparsa in via definitiva della tecnica growl-screamo (se non per una timida comparsata in 51) a vantaggio di una maggiore espressività nel pulito e una più equilibrata naturalità negli acuti. La monumentale chiusura affidata alla title-track è, in assoluto, una meritatissima standing ovation al grado di ispirazione che nutre il quintetto padovano, una volontaria rappresentazione della gloriosa tendenza che ha la musica a produrre capolavori famelici che ti divorano senza lasciarti neanche le ossa a tenerti su.

Il giro di boa da Colours Of The Post Storm carica al vento le vele dell’imbarcazione Winter Dust, spacca in due le onde e lascia una scia dal grande solco che sembra non chiudersi mai, prende velocità e vira verso il largo. A queste latitudini non si cerca un porto, semmai un mare ancora più grande!

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=oHbocoFhJCg[/youtube]

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