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Vintage Violence – Piccoli Intrattenimenti Musicali

2011 - Popular Music
rock/alternative

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Tracklist

1.Chupito & Plusvalore
2.Le Bariste Dell'Arci
3.Raiuno
4.PPP
5.Natale Lavavetri
6.Fuori Dal Partito
7.Il Processo Di Benito Mussolini
8.I Pop
9.Caterina
10.Il Paraculo
11.Blues Dell'Homo Sapiens

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L’attacco di questo disco è devastante: la prima parte di “Piccoli Intrattenimenti Musicali” colpisce l’ascoltatore per compattezza ritmica, un sound affilato come la lama di uno chef giapponese e dei testi caustici come solo forse i Zen Circus (“Le Bariste Dell’Arci”, “Raiuno”), dall’approccio dissacrante e spietatamente punk.

Sfilano così brani veloci e suonati con impeccabile perizia, dalle melodie trascinanti e mai scontate (le strofe della già citata “Le Bariste…”, il ritornello “e sotto l’albero le buste paga” dell’avvincente “Natale Lavavetri”). Si capisce che il gruppo, nato a Lecco nel 2002 e vincitore di numerosi contest, possiede esperienza (più di duecento i live in tutto il paese), grinta e la giusta sfrontatezza. Le cose cominciano a scricchiolare quando si rallentano un pochino i tempi e si insinua dapprima una certa verve “gucciniana” (“Il Processo Di Benito Mussolini”) e poi si coverizza un brano di Dario Ciffo (Afterhours, Lombroso) in cui i Vintage Violence provano a metterci del loro, ma ciò che ne esce sembra solo un Battiato gonfio di testosterone. Dopo un altro episodio abbastanza incolore (“Caterina”), le cose tornano al loro posto con il ritorno rabbioso de “Il Paraculo”, caratterizzato dalla solita incisività testuale (quali intellettuali – con le lauree triennali…confessale ai tuoi –  le gioie della disoccupazione –  quando puoi contare sulla loro pensione) assolutamente efficace nel rappresentare i nostri amari tempi.

È come se ci fosse un’assoluta esigenza, da parte del gruppo, di non spingere mai sul freno, di restare sempre a tavoletta, concentrati e feroci; quando si prova a ragionare, come nella parte centrale, pare quasi che il sound dei Vintage Violence ne esca snaturato.
Sia chiaro, stiamo parlando di un buon lavoro, che senza 3-4 episodi in tono minore sarebbe stato ottimo. Ah, occhio alla ghost track: bella, acustica e disperata.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=mwh2KgsDJv8[/youtube]

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