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Interviste

Intervista ai FRATELLI CALAFURIA

Materiale da capsula del tempo questo Musica Rovinata dei milanesi Fratelli Calafuria, se volete lasciare qualcosa che spieghi con una certa attinenza il presente nel quale viviamo ai posteri portate questa combo di precisione ed incazzosa violenza, qualcuno potrebbe crearci sopra una nuova religione o l’ennesima guerra santa.

A cura di Lorenzo Tagliaferri.

“Musica Rovinata” è un progetto nuovo, stratificato, un collage di suoni, rumori e campioni, un frullato di sperimentazione, delirio e fondamentalismo, difficilmente riscontrabile nel panorama italiano, almeno in maniera così compiuta e riuscita. Insomma, è una gran figata. Come nasce? Qual è l’idea di base?
L’idea è quella innanzitutto di ‘svecchiare’ un po’ le orecchie della gente su sonorità e modi di fare che non siano la solita cosa. Nel piccolo mondo della musica indipendente italiana c’è una gran voglia di fare, grandi energie che però spesso e volentieri vengono frenate o limitate da dinamiche altre alla musica stessa. Noi abbiamo molto a cuore la qualità della ‘proposta artistica’, ma dovendoci scontrare anche noi con queste dinamiche diciamo che abbiamo accettato il fardello incriminato e, anzi, lo abbiamo messo lì davanti in bella vista. Non è necessariamente una provocazione, semplicemente crediamo si possa fare dell’ottima musica anche senza seguire i dogmi della produzione ‘giusta’, ma giocarci con questa cosa, e fare la cosa giusta con le cose sbagliate.
Con il vostro modo di fare musica siete arrivati un po’ nelle orecchie di chiunque, non vi spaventa l’eventualità di un’overdose di Musica rovinata? Dovesse accadere vi andrebbe bene così o preferireste ritirarvi a “vita monastica”? Magari un disco ogni dieci, venti anni.
Ti piacerebbe eh? In realtà siamo molto felici dei risultati ottenuti finora, siamo riusciti ad arrivare ai canali commerciali quanto a mettere in pratica idee folli che mai avremmo pensato. E siamo consci di aver servito un ‘cocktail micidiale’ di difficile gestione/digestione, che di sicuro esige il suo tempo per essere assimilato e apprezzato. Il fatto è che fare musica per noi è un’urgenza, quindi siamo già lì a pensare al prossimo step e non vediamo l’ora di fare cose nuove a brevissimo. Per l’overdose di musica rovinata, basta accendere una radio FM su una stazione a caso ed ecco fatto. O volendo anche senza radio e senza niente. Il silenzio ormai non esiste più.

E’ un disco che spazia ovunque, non sembra neanche il lavoro di un solo gruppo, vi dividete equamente i meriti? Oppure tra di voi c’è un deus ex-machina?
Io e Paco siamo due persone molto esuberanti e abbiamo personalità molto diverse, ci siamo incontrati e scontrati, ed è venuta fuori questa cosa, queste onde sonore che abbiamo chiamato Fratelli Calafuria. A volte l’incontro/scontro di due particelle nemmeno visibili all’occhio umano crea energie che neanche se ci mettiamo in seicento a spostare i palazzi. Sono storie di elettromagnetismo, come in Lost hehe.

Ancora una volta si ha come l’impressione che la tendenza della musica di casa nostra sembra quella di prediligere la dimensione live rispetto a quella da studio, per non fare torto a nessuno il vostro ultimo disco sembra aver sintetizzato in maniera quasi perfetta i due ambiti, si possono fare ancora i soldi con i dischi? Non è preferibile spendere più “energie” in tour?
Di certo la dimensione live è quella più efficace ed immediata, e quella che beceramente (ma anche per fortuna) fa andare avanti il barcone. I dischi nostrani di oggi si portano appresso venti/trent’anni di disastri, discografici e non. La roba pop, magari anche figa, si muove su veicoli traballanti tenuti insieme con del vistoso e luccicante nastro adesivo, fatta per suonare accomodante, e paracula. Magari ti passa in radio e vinci, magari no e hai fatto un disco brutto e punto. Dall’altra parte roba fatta apposta in cantina che magari ti sbattevi un ciglio di più e arrivavi da una parte. E il lamento di fondo che non si vende e non si combina niente. Ed è un peccato perchè noi abbiamo una cultura della canzone unica, che ha sempre parlato da sè, e con il cuore e con lo stomaco. Tra un po’ di tempo credo che le cose cambieranno e ciò che è davvero interessante verrà fuori bene, il web spodesterà i grandi pachidermi e si assesterà tutto in un linguaggio nuovo. Tra un po’, all’italiana: un attimo, bevo il caffè e arrivo.

Di chi è stata l’idea di mettere i cantati sui cd incantati?
Mia! Un giorno ho trovato un cd tutto rigato per strada, ci eran passate sopra le macchine. Arrivato a casa l’ho messo nel lettore e sono rimasto folgorato. Abbiamo per davvero costruito la canzone sui campioni di quel cd che suonava in quella maniera unica. Tra l’altro il brano originale (l’ho scoperto poi) è ‘Ma vie je la chante’ di Dalida.

Non vi sentite i precursori di un movimento abbastanza nuovo per il nostro paese? Braccia punk e cervello quasi “disco”, abbastanza inusuale, come riuscite a farli convivere?
Credo sia una cosa naturale che viene dal rumore di fondo e dalle abitudini della nostra città che è Milano. E speriamo di aver dato il ‘là’ a qualcosa, ci piacerebbe essere precursori di qualcosa.

Avete perso per strada la batteria di Tato, come sono nate le collaborazioni con Giulio Favero e Moreno Ussi?
Moreno è un caro amico dai tempi del liceo, collaborare con lui è stato come entrare alla seconda ora e fermarsi al bar sotto la scuola, sperando che i prof non ti vedano. E poi ha un tiro micidiale, ha un drumming molto ‘mmeregano. Giulio lo abbiamo conosciuto sui palchi, sapevamo che aveva un seppur breve passato da batterista. Quando ci ha detto che non prendeva in mano le bacchette da qualche anno, abbiamo pensato fosse perfetto per la nostra musica rovinata! Scherzi a parte ci piaceva suonare con qualcuno dietro i tamburi che non avesse l’approccio da batterista canonico, ma una visione più ampia del quadro.

Guardando più ai giorni nostri, quali sono i progetti nel futuro immediato dei Fratelli Calafuria?
Saremo in giro a far concerti fino alla fine dell’anno. Abbiamo in cantiere un sacco di cose nuove, collaborazioni e follie varie à la Calafuria. Rimanete sintonizzati!

fratellicalafuria.tumblr.com

[vimeo]http://vimeo.com/23691249[/vimeo]

 

Materiale da capsula del tempo questo Musica Rovinata dei milanesi Fratelli Calafuria, se volete lasciare qualcosa che spieghi con una certa attinenza il presente nel quale viviamo ai posteri portate questa combo di precisione ed incazzosa violenza, qualcuno potrebbe crearci sopra una nuova religione o l’ennesima guerra santa.

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