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Speciale SOS Diskariche Rock #1: Live report e photo-gallery

28 maggio, Montichiari (BS).

Oggi è il giorno di un festival dai connotati ambientali molto importanti, che hanno fulcro nel Bresciano ma che si estendono in tutta Italia.
SOS Diskariche Rock si pone come l’evento musicale che ha lo scopo di sensibilizzare le persone al problema delle numerose discariche presenti nella provincia di Brescia, dei problemi che esse creano agli abitanti e all’informazione necessaria per far si che più persone possibili vengano a conoscenza delle problematiche esistenti sul nostro territorio. L’onore di sostenere la causa è stato dato a 7 band: The Same Old Story, Quintetto Zizkow, Dead Like Me, Around A, Invasione Degli Omini Verdi, Gerson e Plan De Fuga.

Arriviamo presto a Vighizzolo di Montichiari, sono le 17 e tutto fa pensare che sia stato messo in piedi un gran festival. La gente è ancora poca, come è chiaro che sia a quest’ora senza la presenza band di rilievo già dal pomeriggio. Iniziano a suonare i The Same Old Story, band Bresciana devota al punk rock più classico che purtroppo suonano di fronte ad una manciata di persone. Il trio di destreggia bene tra i classici risvolti del genere ma senza esagerare nei ritmi, mantenendo basso il coinvolgimento, anche un po’ per colpa dello scarso pubblico presente. Chiudono il loro set senza infamia e senza lode, dimostrando però ampi margini di miglioramento.

Dopo un rapido cambio palco entra il Quintetto Zizkow, che espone un lungo cartello che recita “La crescita infinita in uno spazio limitato è un’idea insostenibile e stupida”, in tema con la giornata di oggi e la smania di chi vuole costruire senza tener conto degli abitanti. Il quintetto è una band fuori dagli schemi per la giornata di oggi ma davvero piacevole da sentire. Suonano brani strumentali che sembrano usciti dalla colonna sonora di film noir, polizieschi e di Quentin Tarantino. Parte importante la fa il sassofono, suonato da una ragazza che sembra sappia il fatto suo con lo strumento, e che riempie l’atmosfera da cinematografo venutasi a creare con l’ingresso della band. Davvero interessante il loro live, speriamo di sentirli presto come sottofondo di film polizieschi importanti.

Con ancora il cartello esposto entrano on stage i Dead Like Me, band del Novarese dedita ad un Rock Metal di stampo A Day To Remember, dove chitarre melodiche e voce struggente la fanno da padrona. Privi di cori, l’unica voce è quella di Simone, che graffia nelle loro canzoni quasi tutte a carattere sentimentale. Dimostrano di saper stare sul palco e di saper suonare, nonostante qualche pecca qua e là nel cantato. Anche loro vengono penalizzati dal poco pubblico, ma ciò non toglie che i loro pezzi siano ben fatti ed orecchiabili, meritando decisamente più persone sotto allo stage.

Dopo un breve intervento del Comitato SOS Terra, è il turno degli Around A, band rock proveniente dalla provincia di Bologna. Della band subito di nota lo stampo British dei loro pezzi e del loro stile. La gente comincia ad affluire sotto al grande palco della manifestazione e sembra apprezzare molto il set della band, che personalmente trovo sia molto meglio dal vivo che su inciso, dove tende ad essere ripetitivo. Nel loro live invece si scorgono buoni lati tecnici e una voce molto azzeccata per il genere suonato. Buona prova anche per loro, con la marcia in più del pubblico che finalmente comincia ad occupare l’enorme prato che avvolge il festival.

E’ il turno dei discorsi di Alessandro Iacuelli e Marino Ruzzenenti. Il primo è un giornalista freelance di origini campane che si è occupato di inchieste sull’ecomafia, sul nucleare in Italia e sui rifiuti tossici. Il secondo è uno storico ambientalista, che segue da tempo la vicenda dell’inceneritore di Brescia.
Oggi sono qui per parlarci del grosso problema contro cui sta combattendo Brescia, ovvero la continua costruzione di discariche che mettono a repentaglio non solo la salute degli abitanti, ma anche l’ambiente che ci circonda. La finalità del festival è, infatti, raccogliere fondi per realizzare uno studio sull’impatto ambientale che hanno le 14 discariche nella zona di Brescia, dato che finora non sono mai stati fatti studi approfonditi sul tema. Un’ora di intervento in cui si spera che le persone presenti abbiamo raccolto l’invito alla sensibilizzazione del problema, grazie anche a gazebo informativi e depliant.

Il prato comincia a riempirsi di pubblico e, prima della performance del prossimo gruppo, c’è spazio per il dj set di Giulia Salvi, direttamente da Virgin Radio. La piazza si scatena al ritmo dei dischi storici messi da Giulia, si va dai Ramones agli Offspring passando per le più grandi hit che hanno caratterizzato gli ultimi anni musicali.

Puntuali come da scaletta ecco salire sul palco L’invasione Degli Omini Verdi, band proveniente proprio dalla zona Montichiari. Subito la grancassa fa capire che sarà un set veloce, e difatti iniziano subito con l’ormai noto singolo censurato “Nel Nome Di Chi?”, che dà il nome al loro ultimo album uscito qualche tempo fa. Sempre precisi e tecnici come nelle ultime apparizioni, dopo decine di live confermo l’impressione che l’ingresso di Giacomo al basso abbia contribuito fortemente alla crescita artistica e melodica della band.
Il set prosegue alla grande, e gran parte del pubblico segue la band scandendo ogni canzone, tra cui possiamo citare “Lamenti”, “Invisibile”, “L’Italia Che Muore”, la storica “Stella” e altre canzoni del loro repertorio decennale. La chiusura è come sempre dedicata a “Mondo A Parte”, ormai immancabile nella scaletta della band. Ormai L’Invasione non ha bisogno di presentazioni, sai quello che ti aspetti quando salgono sul palco e ogni volta danno il 100% delle loro forze.

Dopo un breve spazio per il cambio palco, e per il dj set di Giulia Salvi, intorno alle 22.30 salgono sul palco i milanesissimi Gerson, band ormai decennale nel panorama punk rock Italiano, che iniziano subito ad intrattenere il pubblico come loro sanno fare. Sotto il palco comincia ad esserci movimento sulle note delle loro canzoni più famose come “Tua Madre è Preoccupata” e “Mi Sono Preso la Candida”, e di quelle del loro nuovissimo album “Il Fondo Del Barile”, tra cui “Ieri Sera Non Dovevo Bere” e “Il Fondo Del Barile”. Suonano per 40 minuti senza particolare incisività e interazione, ma probabilmente è dovuto al fatto che i Gerson sono una band che trova il giusto ambiente nei live club, e che la situazione festival non fa risaltare i loro show come dovrebbero.

Dopo mezz’ora di dj set e buona musica sale sul palco l’ultima band della serata, i Plan De Fuga, bresciani anche loro, acclamatissimi nelle radio in questo periodo. Il loro rock è diverso dalla solita musica che si sente in Italia, e questo li fa spiccare di fronte alle solite proposte che troviamo nel nostro paese, ed è per questo che molte radio importanti hanno cominciato a passare i loro pezzi.
La band dal vivo crea un’atmosfera davvero ottima, e il folto pubblico sembra interagire benissimo con la loro musica, dimostrando di conoscere già a memoria i pezzi del loro ultimo album. Suonano per un’ora circa dimostrando che il loro successo non è assolutamente un caso ma anzi, è dovuto ad un’ottima tecnica strumentale e ad una voce che raccoglie le emozioni che i loro testi sanno dare.

Si conclude cosi questa giornata all’insegna della musica e, in particolar modo, della sensibilizzazione ambientale che è purtroppo sempre meno presente. Per fortuna esistono serate come queste che sanno unire ottimi gruppi live strizzando l’occhio alla situazione della nostra terra che non è assolutamente rosea come si può pensare. C’è ancora molto da fare, c’è ancora molta strada da percorrere ma siamo certi che finchè esisteranno persone che si sbattono per realizzare eventi come questo, ci sarà sempre spazio per la conoscenza e l’informazione.

a cura di Mairo Cinquetti e Francesca

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