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Reportage: MIAMI FESTIVAL 2011, day #3, Milano, 12 giugno 2011

Arrivo ben due giorni dopo l’inizio del Festival, e purtroppo (per me e per tutti) l’Idroscalo mi accoglie nel peggiore dei modi:fango (è piovuto i due giorni prima), umidità e tanto caldo. Ma non demordo.

La giornata che mi si prospetta è forse la più importante della manifestazione: Verdena, Cesare Basile, Port Royal, I Cani, eccetera eccetera. Prima di loro: Fine Before You Came, Le Luci Della Centrale Elettrica, Casino Royale e altri, nei giorni precedenti. E’ la prima volta per me, al MiAmi, e devo dire che l’atmosfera che si respira è davvero buona: ci sono stand di etichette indipendenti, di abbigliamento (marchi indie, molto ricercati, non eccessivamente costosi) e stand di case editrici. Insomma, un Circolo Magnolia ampliato,un “Circolone”.Mi guardo qualche gruppo qua e la, mentre sorseggio una birra: mi vorrei però soffermare sulla parte “bollente” del festival.
Si parte con I Cani, band che ha scatenato un sacco di curiosità: infatti questo è il primo concerto , il primo in assoluto. Eppure il gruppo ha già regalato su YouTube  diversi pezzi, tra cui “I Pariolini” e “Le Coppie”,non rivelando mai l’identità e senza mai suonare dal vivo. La “Collinetta di Jack”, palco customizzato da Jack Daniel’s è piena, è piena, e il gruppo ha un ospite d’eccezione, tra il pubblico: Roberta Sammarelli dei Verdena. La band sale per un intro del tutto particolare: tutti i ragazzi hanno un sacchetto di cartone in testa, che si toglieranno dal secondo pezzo in avanti. Snocciolano uno dietro l’altro i pezzi più noti, tratti dal loro primo album, “Il Sorprendente Album d’Esordio Dei Cani”. Un electro-pop molto sintetico ed ermetico come suoni (due tastiere, un basso e una batteria) e di grande impatto. Ultimo pezzo, saluti e via dal palco. Nient’altro. Aleggia ancora un po’ di mistero dietro la band.
Giusto il tempo di un cambio palco ed ecco arrivare il duo elettronico dei Port Royal. Non so se li avete mai visti dal vivo: in caso contrario ve li consiglio caldamente. I due riescono ad evocare atmosfere dense e ricche di calore. Mi colpisce in particolar modo la versione extended del pezzo “Balding Generation”: più di dieci minuti di puro godimento. Mi allontano poco prima della fine, e giungo al “palco maior”, il Palco Torcida. Vedo una buona metà dello show della band de Il Buio, quintetto vicentino dedito al punk/rock/noise sperimentale. I ragazzi  spaccano sul serio: ottimi i suoni, pezzi decisi e gridati direttamente in faccia al già numeroso pubblico  che pian piano arriva per lo spettacolo del dopocena.
Ore 22 circa, è il momento che molti di noi stanno aspettando: ecco sul palco i Verdena, per questa serata conclusiva (musicalmente parlando) del festival organizzato da Carlo Pastore (ex veejay di Mtv). La band è qui per una tappa del “WOW Tour 2011”, il tour di accompagnamento del quinto disco in studio del trio (tre più uno, Omid Jazi, mio concittadino, che funge da polistrumentista  in queste date ma non è ufficialmente dentro la band), “WOW”, un doppio cd dalle vaghe reminiscenze vintage anni  ‘60/’70 unite al grunge-rock solito dei Nostri.  Luca, Alberto, Roberta e Omid sono al massimo della forma: vengono eseguiti pezzi dal nuovo album, tra cui “Scegli Me”, “Razzi, Arpia, Inferno e Fiamme”, “Lui Gareggia”, “Loniterp”, e pezzi più vecchi, come “Valvonauta”, storico singolo del gruppo, “Canos” e “Muori Delay”, dal penultimo disco “Requiem”. Una marea di gente ondeggia letteralmente sulle note dei Verdena, un pubblico più o meno giovane richiama a sé quella potenza sprigionata dalla calda voce di Alberto, talvolta rauca, a tratti morbida. Poco meno di due ore volano via come l’aria, per la platea del MiAmi.

Mi sono voluto soffermare sulla parte finale del Festival, chiedo scusa se ho descritto solo una piccola parte di una grande manifestazione. La giornata è stata magica, l’unica aria che i miei polmoni hanno respirato era composta dalla sola musica. MiAmi, il festival dei baci.MiAmi, ti aspettiamo tutti quanti l’anno prossimo.

a cura di Andrea Lerose

foto di Gaetano Cessati

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=7zTRA7ffwto&feature=related[/youtube]

 

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