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Mu – Uomini Contro Dinosauri

2011 - Autoproduzione
rock/stoner/alternative

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Tracklist

1. Paleozoon
2. Siberia
3. Omicida seriale
4. Herpes
5. Lo squalo
6. Muscolo
7. Incidente sul lavoro
8. Faust
9. Tezcatlipoca
10. Ho sognato l'apocalisse

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I Mu sono un progetto musicale della scena Torinese nato dalle ceneri dei S.A.D.E. , gruppo che aveva dato alla luce un album misto tra sferzate rock e deviazioni psichedeliche dal nome “Il mare della tranquillità”.

Questo nuovo ciclo nato con “Uomini contro dinosauri” realizzato da Matteo Visconti(voce, chitarre), Simone Cantino(chitarra, voce), Alessandro Sena(basso) e Stefano Mondino(batteria) è una maturazione artistica rispetto al precedente lavoro.
Principalmente per due motivi.
La prima cosa che va apprezzata è il lavoro dietro alla composizione dei testi. Una ricerca di parole semplici e dirette per creare in modo organico il ritratto di una società che ci rende sempre più come animali a sangue freddo e non come esseri vivi e caldi. “Siberia” urla e canta tra distorsioni e alitate sonore che narrano del deserto che ci costruiamo ogni giorno attorno. Attimi di riflessioni sussurrate dal cantante vengono sommerse dalle urla finali. Una guerra contro se stessi tra pensieri, rumore e noia del quotidiano. “Herpes” è il bacio dell’illusione, il deviare i problemi e concentrarsi solo sulle illusioni della vita come le scommesse, i “grattaevinci” e i pacchiani ambienti televisivi da reality show. A riguardo, viene in mente un collegamento con la canzone “L’Invasore” di Paolo Benvegnù… perché in fondo “È dura indebitarsi pensando che niente è  tuo. È mio.”. Perché allora non parlare della più impegnata e sociale “Incidente sul lavoro”? Il posto di lavoro, luogo dove la gente fa ciò che non gli piace solo per pagarsi i  vizi o per far un fine ben più peggiore. Tutto ciò con il consenso della società che imprigiona l’individuo nell’ennesima scatola cinese. Citando queste tre canzoni si può tracciare una linea guida nei testi dei Mu, mista tra nefandezze quotidiane e ricerche spirituali. Sottili abbracci tra una canzone e l’altra.
Il secondo motivo per cui apprezzo la nascita dei Mu e consiglio l’ascolto del disco “Uomini contro dinosauri” è la consapevolezza che questi ragazzi hanno raggiunto, mischiando più influenze con un’ alchimia molto ben dosata, cosa che in passato è mancata a più tratti. Sentire i Mu è come mischiare Aenima dei Tools ai rockers Queens of the Stone Age, mettendo un po’ di potenza di alcuni gruppi “heavy” come Mastodon e Korn…infine una grattata di parmigiano italico giusto per essere sicuri e fieri delle proprie radici.
I Mu, quindi, possono essere racchiusi in uno pseudo-alternative rock abbastanza personale e molto variegato. Canzoni mai banali ma non per questo contorte o troppo “intellettualoidi”. Giochi di parole e di suoni che variano in base all’evoluzione dei testi e al crescere della potenza sonora. Tra le canzoni consigliate oltre ai due primi estratti, ovvero “Siberia” e “Faust”, c’è anche “Ho sognato l’apocalisse”.

“Uomini contro dinosauri” è promosso con buonissimi voti, non ci son dubbi. Disco di buona qualità e di sapiente realizzazione. La sfida per questo gruppo è il futuro. Saper riuscire ad emergere, farsi largo tra le mille band che affollano social network, zine, ecc.. ma anche maturare continuamente. Queste sono tra le principali sfide che attendono alle porte questi cospiratori. A loro la scelta se essere uomini oppure dinosauri.

Mu – Uomini contro dinosauri by stefano-mondino

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