Interviste

Intervista agli SKRUIGNERS

Quindici anni di attività, quindici anni di punk hardcore: un tour per celebrare e festeggiare un traguardo fondamentale per gli Skruigners, tra gli esponenti più validi di una scena ancora viva e vegeta nonostante tutto, nonostante il mondo.

A cura di Mairo Cinquetti

Allora ragazzi, questo tour ha segnato i vostri 15 anni di attività musicale. Un bel traguardo! Quanto e come è cambiata la scena punk hardcore in questi anni?
In realtà non ci siamo mai sentiti parte attiva della scena punk hardcore, però guardandola da fuori direi che è cambiata soprattutto per quanto riguarda la genuinità, la sincerità. Quando abbiamo iniziato le cose erano un po’ più naturali e meno pianificate, meno decise a tavolino, ti parlo di intenti ma anche di cose semplici come l’estetica, i live dei gruppi, anche i suoni… si viveva tutto in modo sicuramente più ingenuo ma anche più naturale. Ovviamente tutto questo aveva dei pro ma anche dei contro.

La vostra discografia conta ben 10 dischi in studio, di cui due split. A quale album e a quale canzone siete particolarmente legati? Perché?
Credo che ognuno di noi sia legato a un disco o una canzone in particolare, dipende soprattutto da come sono stati vissuti i periodi della propria vita in cui si suonava o si componeva un disco o una canzone. Io personalmente sono molto affezionato a tutti i dischi ma metterei in cima alla classifica l’ultimo, “Niente Dietro Niente Davanti”, perchè è stato forse il più sofferto per via di tantissimi problemi che ha dovuto affrontare il gruppo e io nella mia vita privata, e di conseguenza quello che mi ha dato più soddisfazioni. È anche il disco che mi soddisfa di più a livello di testi, di registrazione e di tecnica.

Quindici anni di attività. quindici anni di punk hardcore. Si dice sempre che questo è un genere quasi esclusivamente giovanile. In tutti questi anni la vita di un gruppo può cambiare,  a volte si prendono strade musicali differenti e si tentano sperimentazioni, voi invece siete rimasti sempre coerenti con le vostre scelte artistiche. Non avete mai sentito necessità di un cambiamento? Quanto vi sentite legati a questo genere?
In realtà la cosa è stata molto naturale, non ci sentiamo vincolati a questo genere, facciamo semplicemente quello che ci sentiamo di fare. Non avremmo problemi a fare un disco di un genere completamente diverso, semplicemente non ne abbiamo mai sentito la necessità. Le idee e i messaggi contenuti nelle nostre canzoni nascono insieme alla musica, e finora sono nati così.

In “Generazione senza” parlate di “Vite consumate davanti alla televisione”. Qual è, secondo voi, il ruolo dei media nella musica di oggi?
Beh per quanto riguarda il punk, la tv e i grossi canali mediatici non hanno secondo me una grande importanza, semplicemente perchè in italia non trattano questo genere di cose. Da noi è soprattutto internet che ha un ruolo fondamentale. Direi ormai 80% internet, 20% tutto il resto.

In 15 anni di carriera avete avuto modo di tenervi ben stretti i vostri vecchi fan, ma anche nuove generazioni hanno iniziato a seguirvi. Intravedete qualche differenza tra i fan di ieri e quelli di oggi?
Certo ma è naturale, anche noi siamo diversi da come eravamo 15 anni fa. I tempi cambiano, la società cambia, la politica cambia, la musica cambia… l’importante è tenere sempre ben presenti i valori fondamentali per te e quelli che ti hanno permesso di andare avanti nel tempo. Ognuno ha i suoi.

Una vostra canzone cita “Suono per i soldi, niente più passione, penso al portafogli, non alle canzoni! Ieri ero sincero oggi lo faccio solo per moda, perché piace e rende puttane, soldi e droga!”. Cosa ne pensate del mondo musicale di oggi? Ha ancora un senso il concetto di “essere indipendente”?
Sicuramente si, è fondamentale per un gruppo avere potere decisionale su tutto ciò che lo riguarda. Non permetterei mai a nessuno di scegliere di cosa trattano le canzoni Skruigners, o in che modo dobbiamo muoverci, o di decidere tempi e modalità di produzione ecc. Per me è indispensabile avere completo controllo sull’attività di questo gruppo.

In “Inutile Spettacolo” dite: “Non ti hanno ancora dato niente”. Voi quanto pensate di aver dato alla scena punk hardcore?
Questo non sta a me dirlo. Sicuramente in questi anni ho dato moltissimo a me stesso, e per come la vivo questo è già un grande successo.

Una cosa che ho notato di questo tour sono le sole 10 date programmate. Come mai questa scelta? E soprattutto, vi aspettavate tutto questo successo di pubblico?
Abbiamo deciso di fare solo 10 date perchè questo non era un vero e proprio tour come quelli che si fanno quando esce un disco, dove cerchi di suonare il più possibile e ovunque. Era semplicemente la festa per i nostri 15 anni, e non avrebbe avuto senso protrarla per 6 mesi o per un anno. Per i nostri 10 anni abbiamo fatto 1 solo concerto, ora abbiamo scelto di fare un mini-tour, anche perchè erano quasi 2 anni che non suonavamo dal vivo, avevamo voglia di tornare sui palchi. Oltre a questo abbiamo dovuto aggiungere i nostri impegni di lavoro e personali, che non ci hanno permesso di suonare troppo per effettiva mancanza di tempo.

Dal vostro ultimo album sono passati 3 anni. Adesso che avete concluso il tour per festeggiare i 15 anni della vostra carriera, sentite la necessità di registrare qualcosa di nuovo? Questo tour vi ha dato nuovi spunti?
Questo tour ci è servito anche per testare gli equilibri interni al gruppo dopo due anni passati senza mai provare e quasi senza vederci, e da questo punto di vista è stato un successo. Abbiamo ritrovato l’entusiasmo e lo spirito giusto per vivere la cosa in modo piacevole e divertente tra noi. Ora non so dirti cosa succederà in futuro, quello che posso dirti è che abbiamo deciso che torneremo sui palchi solo quando (e soprattutto se) uscirà un nuovo disco. Non siamo molto bravi a fare progetti, anche la vita del gruppo è presa molto alla giornata, e a noi sta bene così, quindi chi vivrà vedrà.

a cura di Mairo Cinquetti

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