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[Photo-Reportage]: MIODI 2011 – Circolo Magnolia, Milano, 5 luglio 2011

Esco da lavoro, arrivo a casa, mi cambio, tiro su la bici e corro al Magnolia. Il sole è ancora alto, il MiOdi è cominciato da un’ora circa argh!.
Una lunga e calda serata mi attende. Ad aspettarmi ad ali spiegate anche un’esercito di zanzare sanguinarie pronte a banchettare sui corpi del popolo sudato del metal.
L’aria che si respira è molto tranquilla, la gente cazzeggia tra i banchetti di musica, i chioschetti di birra e i 3 palchi.
La scaletta è serratissima, ci sono in programma molti gruppi ed è difficile scegliere cosa ascoltare.
Comincio subito con un pugno nello stomaco.
I Rise above Death, che si guadagnano un posto al MiOdi grazie al concorso bandito dall’organizzazione. Un buon metalcore molto cupo, con richiami sludge.
Subito dopo mi prendo gli schiaffi in faccia dagli Hungry Like Rakovitz, band hardcore/grind/noise ed il palco “messicano” si trasforma nel Tropico del Cancro.
L’aria diventa sulfurea ed irrespirabile.
Prendo una boccata d’aria e mi lascio assaggiare dalle prime zanzare della serata guardando i Midryasi, band hard rock con influenze psichedeliche e sabbathiane.
Con i Russian Circles si entra nel vivo della serata sul main stage.
Power-trio strumentale che ha portato il post-hardcore all’osso. Immaginatevi le atmosfere decadenti degli Isis scarnificate di tutti gli orpelli barocchi.
Cambio palco. Tutt’altro genere suonano i giapponesi Church of Misery.
Sembrano aver metabolizzato per bene la discografia dei Black Sabbath e Motorhead.Il risultato è notevole.
Non riesco a gustarmeli fino in fondo, perchè dall’altra parte stanno per salire sul palco gli acclamati Boris.
Non si sa mai cosa aspettarsi da questa band giapponese. Con una cospicua discografia alle spalle, i Boris spaziano a 360°. Drone metal? Sludge? Psichedelia?
Il set di questa sera è stato sicuramente all’insegna del “rock’n’roll” con tanto di gong alle spalle del batterista.
Ora tocca ai Kylesa sul Rock Hard stage.
Qualche problema tecnico iniziale, ma tutto si risolve nel migliore dei modi, dando vita ad un show massiccio. Energia pura e sudore.
Nel frattempo gli Eye Hate God cominciano sul main stage. Abbandono a controvoglia Laura e soci.
Saranno stati i volumi ovattati e la presenza scenica abbastanza scazzata, ma il loro concerto non mi ha convinto più di tanto, quindi, davanti ad una scelta, sono tornato sotto il palco dei Kylesa e gustarmi il loro show fino alla fine.
E anche quest’anno il MiOdi è andato egregiamente. Ogni anno gli organizzatori ed il Magnolia si fanno il mazzo e danno il meglio di loro stessi.
Un consiglio per la prossima edizione: evitare l’accavallarsi dei live tra i vari palchi.
All’estate 2012.

a cura di Mario Carina


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