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Braids – Native Speaker

2011 - Kanine Records
pop/indie/alternative

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Tracklist

1. Lemonade
2. Plath Heart
3. Glass Deers
4. Native Speaker
5. Lammicken
6. Same Mum
7. Little Hand

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Una copertina che mostra infinite sfumature di colori, senza nulla di definito: un’ immagine non reale, sospesa e che rappresenta in pieno la musica, anzi i suoni, dei canadesi Braids.

Nata fra le mura di un garage di Montreal, dove è stato concepito il loro primo Ep “Set Pieces” (2008), la band decide di uscire allo scoperto iniziando a suonare dal vivo per tutto il paese. I loro brani vengono in questo modo affinati e plasmati sul pubblico ed infine racchiusi in questo splendido debut album: “Native Speaker”.
E’ risaputo che il primo disco pubblicato da una band è spesso giudicato acerbo e di conseguenza viene concepito e registrato senza troppi azzardi, per non rischiare di essere “cestinati” al primo tentativo: ovvio che un artista già famoso può permettersi di pubblicare di tutto, ma con un album di debutto bisogna essere molto cauti. Questo in generale, poi esistono le eccezioni! Come per esempio presentare un disco composto da sette tracce la cui media è di sei minuti (si passa dai 4’26” di Plath Heart agli 8’24” della title track) e riuscire comunque a tenere non solo alta l’attenzione di chi ascolta, ma persino ad emozionare.
I primi secondi di “Native Speaker”, composti da suoni della natura che danno l’impressione di provenire dal lontano bosco della Bella Addormentata, sono l’incipit dell’atmosfera sospesa ed incantata che accompagnerà tutto il disco, alternando momenti più impulsivi come in “Lemonade” ad altri ipnotici e pacati come “Glass deers”.
I delay e riverberi infiniti propri di tutti i brani dei Braids, specialmente quelli dei synth che tanto riportano agli anni ’80, fanno pensare a “Native Speaker” come ad un disco dream pop, genere che non a caso vede fra i padri fondatori i Cocteau Twins (accomunabili ai Braids sia per il timbro della voce femminile che per le atmosfere). Ma i quattro canadesi si evolvono ulteriormente: intrecciano suoni freschi e moderni con assoluta armonia e le melodie della vocalist Raphaelle Standell-Preston, il cui timbro è già particolare di per sé, non sono mai banali.

Decisamente un ottimo album di debutto!

[vimeo]http://vimeo.com/18934246[/vimeo]

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